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Covid-19. «Zaia ammette la grave situazione di Verona, ma non dà alcuna strategia»

Anna Maria Bigon, consigliera del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Sanità, commenta le comunicazioni del presidente della Regione: «Non basta dire che abbiamo più contagi perché facciamo più tamponi»

«Zaia in Consiglio ha ammesso la gravità della situazione a Verona, però non ha detto niente sulla strategia per ridurre contagi e morti in Veneto. Sarebbe stato utile un confronto in aula prima di ieri (venerdì) e anche una maggiore tempestività e severità nelle restrizioni. Se si chiudeva per 15 giorni qualche settimana fa, probabilmente oggi avremmo numeri diversi. Non sarebbe stata una scelta ‘popolare’ ma l’avremmo condivisa». Così Anna Maria Bigon, consigliera del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Sanità, interviene sulle comunicazioni del presidente della Regione fatte all’assemblea di Palazzo Ferro Fini in collegamento streaming da Marghera.

«Abbiamo un centinaio di decessi al giorno, il 30-40% delle persone ricoverate in terapia intensiva non ce la fa: non basta dire che abbiamo più contagi perché facciamo più tamponi e che se siamo in zona gialla è per una decisione del Governo sulla base di un algoritmo. Serve un’assunzione di responsabilità pari al drammatico momento che stiamo vivendo. Dobbiamo trovare il modo per ridurre la diffusione del virus e vengano ricoverate in ospedale. Anche perché le strutture sono sotto stress, così come il personale. L’attività ordinaria è già stata ridotta del 30%, non possiamo scendere oltre. Abbiamo tanti medici che sono stati messi nei reparti di terapia subintensiva o in quelli Covid senza fornire adeguati corsi di formazione, mancano infermieri e le Usca per le visite a domicilio sono state attivate in piccolissima parte, circa il 30% di quelle previste e non tutte funzionano a pieno regime. E a proposito di personale - attacca Bigon - non è propriamente esatto dire che mancano medici. Semmai bisogna pagarli di più. Il Veneto deve essere attrattivo e competitivo. Avevo presentato un ordine del giorno per chiedere un aumento di indennità, per quanto di competenza regionale, per chi opera nei reparti Covid ma è stato respinto. Però hanno trovato il tempo per una legge ad personam per aumentare lo stipendio del direttore generale dell’area sociosanitaria. Dire, ogni volta che c’è da aprire i cordoni della borsa, che ‘dipende da Roma’ non è più sufficiente», aggiunge la consigliera dem prima di chiudere con un passaggio sul sindaco di Verona Sboarina: «Punto stampa quotidiano e fare paternalista, uno Zaia in tono minore. E con la stessa ritrosia a prendere decisioni impopolari ma necessarie: il piano anti assembramenti in centro è tardivo e inadeguato».

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