Domenica, 17 Ottobre 2021
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Inaugurato a Verona il Banco di Comunità. «Ricominciamo a stare insieme»

Aperto nello spazio ristrutturato dell’ex casa del custode delle scuole primarie Vivaldi, segue il modello di sharing economy per generare relazioni basate sul mettere in circolo beni in disuso e competenze inespresse creando relazioni sociali

Non si butta niente, ma si scambia o si mettono a disposizione competenze, creando un'economia circolare fatta di beni da scambiare e da convertire in felicità. Un tentativo di far fronte alla solitudine e ai bisogni dovuti al cambiamento demografico accentuato dalla pandemia. È stato inaugurato alla scuola primaria Vivaldi in Via Scarabello a Verona lo STEPSpoint, con il Banco di Comunità di Verona e il Repair Cafè. È una delle iniziative del progetto europeo S.T.E.P.S., di cui è capofila il Comune di Verona, che con il finanziamento di 4 milioni farà varie azioni per combattere l'isolamento sociale, obiettivo finale il recupero della casa colonica del Saval con spazi pubblici per giovani e anziani.

LA BROCHURE DEL BANCO DI COMUNITÀ

Aperto nello spazio ristrutturato dell’ex casa del custode delle scuole primarie Vivaldi, il Banco di Comunità segue il modello di sharing economy di "Cauto" (Cantiere Autolimitazione), cooperativa sociale a responsabilità limitata, e Verona FabLab, associazione di impresa sociale, caratterizzando lo spazio come nuovo luogo di comunità dove si possano generare relazioni basate sul mettere in circolo beni in disuso e competenze inespresse creando relazioni sociali.
Il Banco di Comunità si mette dunque a servizio dei cittadini della terza circoscrizione ascoltando i loro bisogni con l’obiettivo di fare rete, generare recupero, tramite la raccolta di materiali e beni che non andranno sprecati, con azioni di supporto e formazione agli stakeholder, cittadini, associazioni, enti di vario tipo per contrastare povertà e solitudine, promuovendo benessere sociale, economico e ambientale secondo un modello innovativo. L'obiettivo è fare inclusione sociale stimolando il dialogo intergenerazionale, facendo incontrare anziani e giovani del quartiere, ognuno con la propria competenza o storia affinché le persone possano abbattere la solitudine e la diffidenza, fattore che ha preso piede ultimamente.
Non è solo uno scambio di oggetti, ma anche di competenze, dal saper aggiustare una bicicletta, stirare o spiegare il funzionamento di un cellulare. Ma anche solo per parlare e condividere momenti di attività e socialità, il tutto ricevendo in cambio buoni "Fil" (Felicità Interna Lorda), da mettere sulla tessera fornita dal Banco, per arricchire se stessi e gli altri.

I_punti_di_Felicita_Interna_Lorda-2
(I punti di felicità interna lorda)

A far parte del progetto anche l’impresa sociale Verona FabLab con uno spazio di autoproduzione e riuso chiamato Fab Repair Café nel quale fornire competenze insegnando alle persone a riparare o autoprodurre oggetti, evitando di creare ulteriori rifiuti grazie ad una scelta ecologica e sostenibile. Sono previsti anche vari corsi, dalla riparazione sartoriale fino all’uso della stampante 3D.

Partecipano al Banco inoltre l'associazione Orti di San Giuseppe, che ha avviato un orto di comunità, e l’associazione Solidea, che svolge attività di scambio di ausili sanitari.

Il Banco di Comunità sarà aperto il mercoledì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30 (il venerdì su appuntamento e ricezione enti e fornitori), il sabato dalle 9.30 alle 12.30.

«La parola chiave del progetto è fare comunità, ricominciando a stare insieme - ha sottolineato il sindaco Federico Sboarina - Non è solo una questione legata alla pandemia, che ci ha costretti a stare a casa. Anche prima, nei quartieri più popolosi si era perso il senso della rete sociale. Questo progetto vuole dunque ricreare quel senso, con voglia di stare insieme. Oggi, dopo l’emergenza sanitaria, c’è voglia di stare insieme e il Banco di Comunità può essere un’opportunità per combattere la solitudine. In questi giorni abbiamo anche inviato un questionario alle persone anziane del quartiere per capire quali sono le esigenze e le problematiche, un servizio che ci permette di essere più vicini ai cittadini. Sono migliaia le persone anziane sole, che vivono nell’ombra, ed è nostro compito farle tornare ad uscire e a stare insieme alla comunità. Siamo una grande città, e dobbiamo esserlo nel progettare le grandi opere e infrastrutture, ma soprattutto facendo vivere i nostri quartieri. La mia idea di città perfetta è quella che ha una visione internazionale ma a misura d’uomo, e Verona deve essere così».

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