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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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I giardini della chiesa di Avesa intitolati a don Luigi Bosio, Sboarina: «Grande uomo, ha reso migliore la città»

«Siamo qui a celebrare come cittadini e fedeli un grande uomo e un sacerdote, che attraverso il suo operato ha sicuramente reso migliore tanta parte della nostra città che ha avuto il privilegio di conoscerlo», ha detto il sindaco Federico Sboarina

Questa mattina sono stati intitolati a don Luigi Bosio i giardini dietro la chiesa di Avesa, tra via delle Agostiniane e via Messer Ottonello. La comunità di Avesa ha dunque reso il giusto tributo all’uomo di chiesa, dichiarato Venerabile da Papa Francesco, che ha messo tutta la sua vita nelle mani di Dio e al servizio dei fedeli della nostra città e provincia. Con questa intitolazione dunque si compie un atto dovuto, da parte della città ma anche per tutti i devoti al padre, nel quale hanno trovato conforto e ispirazione per condurre la propria vita. Luigi Santo Bosio, nato ad Avesa nel 1909 venne ordinato sacerdote nel 1931 iniziando un cammino che lo portò ad essere vicario parrocchiale a Legnago, parroco a Albaredo d'Adige e Belfiore, dove realizzò una nuova chiesa e delle annesse opere parrocchiali, chiudendo come canonico alla Cattedrale di Verona dove morì nel 1994.

Presenti alla cerimonia il sindaco Federico Sboarina, il consigliere comunale Paola Bressan che ha avuto parte attiva nel percorso di intitolazione, il consigliere comunale Anna Leso, la presidente e il consigliere della Seconda circoscrizione Elisa dalle Pezze e Giandomenico Griso, il vescovo di Verona monsignor Giuseppe Zenti, il presidente associazione Amici don Luigi Bosio Paolo Beltrame, il promotore dell’iniziativa Francesco Vecchiato, il tenente colonnello COMFOTER Pietro Lembo, il parrocco di Avesa don Andrea Manara e i nipoti di don Luigi Bosio Paola Burri e Damiano Graziani.

«Prima di essere un grande prete, don Luigi Bosio è stato un grande uomo – ha detto il sindaco Sboarina -. La comunità di oggi è sempre la stessa di allora, formata da fedeli e dai cittadini. Avere grandi uomini che nel loro ruolo, istituzionale civile o religioso, fanno una grande vita e attraggono a sé centinaia e migliaia di persone, anche nel segreto di un confessionale, permette loro di essere migliori se hanno avuto come maestro un padre spirituale che è anche un grande uomo. Siamo qui a celebrare come cittadini e fedeli un grande uomo e un sacerdote, che attraverso il suo operato ha sicuramente reso migliore tanta parte della nostra città che ha avuto il privilegio di conoscerlo».

«In don Luigi Bosio sono state riconosciute doti di straordinario valore umano e religioso – ha detto il consigliere Bressan -. Per questo ringrazio le autorità civili e religiose per aver reso possibile l'intitolazione dei giardini ad Avesa al sacerdote di eccezionale fede le cui omelie sono ancora oggi di estrema attualità e motivo di profonde riflessioni per tutti».

«Don Luigi Bosio merita di essere conosciuto a partire dalle giovani generazioni – ha sottolineato il vescovo Zenti -. Non è un uomo del passato, ma del presente per ogni tratto della sua personalità. Sempre sorridente e impegnato nell’ascolto, dicendo sempre parole meditate e pensate, facendo vivere la fede senza lungaggini ma con tratti di delicatezza e di silenzio. Inoltre, era anche un grande artista. E’ un dovere civile fare memoria dei grandi passati sulla terra e che ci accompagnano sulla terra, quindi per questo motivo don Luigi deve essere conosciuto da tutti».

La biografia

Don Luigi Bosio nasce ad Avesa il 10 aprile 1909. All’età di 10 anni, orientato e aiutato dal suo maestro don Lino Chiaffoni, entra nel Seminario Vescovile di Verona, dove frequenta il Ginnasio e poi il Liceo Classico. Il 1° novembre 1931 fu ordinato sacerdote e il giorno 8 novembre celebra la prima messa nella chiesa del paese di origine. Nominato vicario parrocchiale a Legnago nel 1932, esercita il ministero soprattutto con i ragazzi e i giovani dell'oratorio. Nel 1937 è nominato rettore della Rettoria di Presina, frazione di Albaredo d'Adige, divenendo il primo parroco tre anni dopo, quando la Rettoria è elevata a Parrocchia.

Il 9 giugno 1940, all'età di 31 anni, fa il suo ingresso come Parroco a Belfiore d'Adige, dove diede subito inizio alla costruzione della nuova chiesa, trascinando la comunità in una straordinaria avventura spirituale e sociale. Nel 1943 venne posata la prima pietra della chiesa intitolata alla natività di Gesù. Nell'autunno del 1969 riceve una lettera del Vescovo Monsignor Giuseppe Carraro con cui gli viene chiesto di rinunciare alla parrocchia per essere nominato Canonico della Cattedrale di Verona, dove fa il suo ingresso il 4 gennaio del 1970, preceduto dalla fama di paziente confessore e di saggio e illuminato direttore spirituale. Cultore ispirato della liturgia e profondo conoscitore dell’esegesi biblica, per ventiquattro anni svolge il ministero con grande carisma, sempre stimato e venerato.

Dedica molte ore al giorno alla Confessione, al Silenzio interiore e all’Adorazione Eucaristica. Prepara con cura le Letture e le Omelie, ispirandosi principalmente a Sant’Agostino. La sua capacità di far fiorire la Liturgia attraverso l’Arte Sacra ispira alcune opere artistiche e scultoree realizzate in varie chiese e monasteri, anche al di fuori della provincia di Verona. Si spegne il 27 gennaio 1994 dopo una lunga malattia. Nel 2008 si apre il processo di beatificazione per volere del Vescovo Monsignor Giuseppe Zenti. Nel 2018 Papa Francesco ne riconosce le virtù dichiarandolo “Venerabile”.

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