Allagamenti, Ato promuove piano per adeguare le reti fognarie esistenti

Un programma che verrà quanto prima portato all'attenzione del Ministero dell'ambiente e delle altre autorità competenti. Ma per il consigliere comunale Bertucco «di questo piano non è dato di sapere nulla»

(Foto di repertorio)

Evitare le esondazioni fognarie causate dalle forti piogge, adattare gli sfioratori di piena ai nuovi standard, ridurre i quantitativi di acque parassite e di acque meteoriche convogliate agli impianti di depurazione. Questi gli obiettivi di un nuovo programma strategico che il Consiglio di Bacino Veronese (Ato) intende promuovere per adeguare le reti fognarie esistenti alle nuove disposizioni di legge. Le attuali reti fognarie fognarie veronesi, infatti, risalgono per lo più ad oltre trent’anni fa e dimostrano sempre più spesso la loro inadeguatezza.
Le reti fognarie, secondo i nuovi standard, devono garantire un elevato livello di funzionalità e non devono recare disagio alla popolazione, né arrecare danni all'ambiente. Per questo, l'Ato punta a ridurre l'impatto ambientale residuo delle reti fognarie miste e di quelle ad uso esclusivo delle acque piovane. E, allo stesso tempo, raggiungere anche l'obiettivo di diminuire l'impatto sociale sulla popolazione derivante dagli allagamenti.
Per ottenere tutto questo, il Consiglio di Bacino Veronese ha pensato ad un programma di adeguamento delle reti fognarie, che verrà quanto prima portato all'attenzione del Ministero dell'ambiente e delle altre autorità competenti. «È un programma necessariamente molto ambizioso e a lungo termine che richiederà il supporto costante della politica veronese, che dovrà essere forte a Roma e a Venezia, al fine di intercettare il necessario flusso di finanziamenti statali e regionali - ha commentato Bruno Fanton, presidente dell'Ato Veronese - Serve programmare a livello di sistema, progettare, ma poi anche finanziare. Da amministratore locale comprendo bene la difficoltà di trovare la giusta linea di demarcazione delle rispettive competenze: il problema interessa più attori, solo in parte i gestori, e tutti dobbiamo essere allineati per risolvere la questione. Dobbiamo fare squadra. Convocherò un tavolo tecnico per coordinare le attività, così da trovare le giuste risposte».

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E quindi così potrebbe iniziare un percorso che mira a risolvere il problema degli allagamenti a Verona, dopo il faccia a faccia tra il sindaco Federico Sboarina ed i vertici di Acque Veronesi, la società di gestione degli acquedotti e delle fognature. Ma per il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco questo potrebbe essere invece uno scaricabarile. «Il sindaco scarica la soluzione delle esondazioni in numerosi quartieri della città su Acque Veronesi, che a sua volta scarica sul Consiglio di Bacino che a sua volta scarica sul Ministero competente in nome di un fantomatico piano strategico di adeguamento delle reti fognarie di cui non è dato di sapere nulla. È lo scaricabarile della vergogna, mentre i cittadini veronesi si bagnano fino alle ginocchia ad ogni acquazzone. Al contrario, serve un piano ben preciso per prevenire e risolvere le numerose situazioni a rischio, un piano dove ciascuno si prenda finalmente le proprie responsabilità».

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