Lunedì, 14 Giugno 2021
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Madri con minori in difficoltà accolte in case rimesse a nuovo dagli alpini

Gli alloggi sono stati concessi per un periodo di 15 anni da Ater a Rete Donna, realtà formata da varie associazioni di volontariato di cui la Caritas Diocesana Veronese è capofila, con cui l'Ana Verona ha collaborato

Una stanza di uno degli appartamenti risistemati

Ater ha dato in concessione due appartamenti. Gli alpini veronesi, un gruppo di una quindicina tra artigiani, idraulici, muratori, elettricisti, hanno messo a disposizione tempo e professionalità rimettendoli a nuovo. E Rete Donna, realtà formata da varie associazioni di volontariato di cui la Caritas Diocesana Veronese è capofila, li ha trasformati in luoghi di accoglienza e punto di ripartenza per quattro nuclei familiari, composti ciascuno da mamma e minori.
Sono i due appartamenti che hanno permesso al progetto co-housing di seconda accoglienza «Due famiglie per una casa» di diventare realtà. E proprio in queste settimane, l'iniziativa taglia il traguardo dell'anno di attività. Obiettivo del progetto è accogliere donne sole con figli minori e in condizioni di difficoltà per dare loro un'opportunità abitativa nell'ambito di un percorso verso l'autonomia.

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Gli alloggi sono stati concessi per un periodo di 15 anni da Ater a Rete Donna affinché venissero ristrutturati ed utilizzati a favore di persone in condizioni di povertà. Gli alpini veronesi volontariamente hanno messo a soqquadro gli interni ormai vetusti degli stabili, ristrutturandoli da cima a fondo e restituendoli completamente efficentati e rinnovati. «Abbiamo creduto in questo appello di Rete Donna e ci siamo volentieri messi al servizio di Caritas per contribuire ad alleviare queste problematiche sociali. Non senza fatica, siamo molto orgogliosi di essere stati di aiuto», ha commentato Luciano Bertagnoli, presidente di Ana Verona.

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In ciascuna abitazione vivono ora due nuclei familiari che coabitano condividendo gli spazi diurni. Mamme e bimbi potranno rimanere all'interno degli appartamenti fino a 18 mesi: la finalità di questi progetti educativi è infatti di permettere loro di riuscire a trovare un'altra soluzione abitativa e conquistare una maggior autonomia di vita.
Questa tipologia di ospitalità è un'accoglienza in semi-autonomia tanto che tra i requisiti d'accesso c'è il disporre già di un reddito o di un'entrata economica regolare.

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(Foto degli appartamenti risistemati)

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