Lunedì, 20 Settembre 2021
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Arpav lancia l'allerta PM10: valori limite superati a Verona, Legnago e San Bonifacio

Dalla scorsa settimana l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto ha registrato lo sforamento del valore limite giornaliero di 50 µg/m3 per alcuni giorni consecutivi in diverse zone della regione

Arpav - Immagine generica

È Arpav, l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, a richiamare l'attenzione sull'inquinamento in regione. 
Secondo l'ente infatti, a causa del protrarsi della stabilità atmosferica dovuta all’espansione di un promontorio anticiclonico di stampo mediterraneo, dalla scorsa settimana è stato registrato un accumulo del particolato PM10, che ha portato superamento del valore limite giornaliero di 50 µg/mper alcuni giorni consecutivi in diverse zone del Veneto. Domenica il valore limite è stato superato in tutte le centraline, ad eccezione di BL-Parco Città di Bologna, BL-La Cerva, Pieve d’Alpago e Adria, evidenziando così una situazione di scarsa qualità dell'aria in tutta la regione e delineando l’episodio di superamento ad oggi spazialmente più diffuso del semestre invernale, per quanto le concentrazioni misurate si siano attestate in tutte le centraline su livelli moderatamente elevati, sempre inferiori a 90 µg/m3.

Dal 23 febbraio dunque, e almeno fino a tutta la giornata del 25, sarà in vigore il livello di allerta 1 per il particolato PM10 (colore arancio) nelle aree:

  • Agglomerati di Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Verona;
  • Aree di Feltre, Castelfranco Veneto, Mansuè, Mirano, San Donà di Piave, Rovigo, Badia Polesine, Este, Cinto Euganeo, Monselice, Piove di Sacco, Cittadella, Bassano, Schio, Legnago e San Bonifacio.

Rimangono invece in allerta 0 per il particolato PM10 (colore verde) le aree di Belluno, Adria, Conegliano, Chioggia.

Nei prossimi giorni, precisa Arpav, si consolideranno le condizioni di alta pressione: non sono quindi previste precipitazioni e intensificazioni dei venti tali da favorire il dilavamento atmosferico e la dispersione degli inquinanti; persisteranno invece le inversioni termiche responsabili del ristagno delle polveri fini nei bassi livelli dell’atmosfera. L’unico fattore che potrebbe contenere l’accumulo o determinare localmente una parziale diminuzione delle concentrazioni di PM10 sarà la probabile deposizione umida nelle zone centro-meridionali, dovuta alla presenza di nebbie fitte dalle ore serali fino alla mattina, specie fino a mercoledì.

«Già 20 superamenti dall'inizio dell'anno»

«La Regione Veneto e il Comune di Verona si dicono impegnate nell'attuazione di misure strutturali per il risanamento della qualità dell’aria, ma non è così e i risultati si vedono: al 18 febbraio 2021 (ultimo dato disponibile), i giorni di superamento dei limiti giornalieri di concentrazioni di Pm10 erano già 20, vale a dire che a soli 49 giorni dall’inizio dell’anno Verona ha già consumato il 57% del numero massimo di sforamenti consentiti (35 giorni nell’arco dell’intero anno)».

È Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, a commentare i rilevamenti Arpav e le relative misure per migliorarli. 

Perché si continuano a prendere in giro i cittadini? C’è un solo modo per affrontare l’emergenza smog e le inevitabili polemiche sull’ingiustizia o l’inutilità dei blocchi del traffico: fornire ai cittadini un’alternativa vantaggiosa all’auto privata, e questo può essere realizzato in tempi relativamente brevi aumentando il numero di corsie preferenziali a disposizione del trasporto pubblico locale, magari anticipando alcune delle misure viabilistiche previste nel timido Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) del Comune di Verona.

Le cosiddette misure strutturali continuano ad essere dichiarate ma non vengono mai messe in atto. Tutto il dibattito, locale a anche regionale (basta vedere il Piano Regionale di Ripresa e Resilienza Veneto) verte infatti sulla realizzazione di trafori, traforini, strade e autostrade. Di questo passo l’emergenza smog non è più una drammatica fatalità ma una scelta a cui l’immobilismo delle amministrazioni comunale e regionale condanna i cittadini veronesi e veneti.

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