Pfas. «Ex sito Miteni sotto controllo anche durante l'emergenza sanitaria»

Arpav risponde al comunicato della consigliera regionale Cristina Guarda: «I 44 pozzi al momento dei sopralluoghi erano in gran parte in funzione, gli altri risultando inattivi per la scarsità d’acqua a causa del basso livello della falda»

Immagine di repertorio

«Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria Arpav ha continuato la propria attività di tutela ambientale. Tra le attività svolte vi sono i sopralluoghi all’ex sito Miteni. Ne sono stati effettuati due, uno il 20 marzo e il secondo venerdi 10 aprile, entrambi con esito positivo. I sopralluoghi avevano lo scopo di verificare il funzionamento e lo stato di manutenzione della barriera e acquisire informazioni sulla gestione generale del sistema di trattamento delle acque emunte dalla barriera».

L'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, chiamata in causa dalle parole della consigliera regionale Crisitina Guarda  del gruppo Civica per il Veneto, secondo la quale «quella specie di Mose idraulico messo in piedi per bloccare il più possibile la propagazione dei veleni in falda dall'ex Miteni non funziona, e nessuno all'Arpav sa dire da quanto», offre la propria spiegazione sulla situazione del sito di Trissino, da dove sarebbe partito l'inquinamento di sostanze perfluoroalchiliche che interessa le province di Verona, Vicenza e Padova. 

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«Le società interessate al sito ex Miteni (ICI italia 3, Miteni Spa in fallimento e Viva Life Sciences Private Limited) - prosegue Arpav -, alla luce del DPCM 22 marzo 2020 in tema di emergenza da COVID-19, ritenevano necessario proseguire nelle attività volte al mantenimento dei presidi ambientali chiedendo peraltro conferma alla Prefettura di Vicenza, che si esprimeva immediatamente annoverando pienamente tali attività tra quelle consentite.
In entrambe le ispezioni i tecnici dell’Agenzia hanno accertato il funzionamento dei pozzi utilizzati come barriera e del sistema di monitoraggio per il trattamento delle acque che viene svolto quotidianamente da operatori che misurano il livello freatimetrico nei pozzi/piezometri in funzione e settimanalmente lo misurano su tutti i piezometri presenti. Inoltre Arpav ha accertato che viene eseguita la verifica quotidiana del funzionamento delle pompe.
I 44 pozzi al momento dei sopralluoghi erano in gran parte in funzione (24 nel primo sopralluogo e 30 nel secondo) - spiega l'Agenzia Regionale -, gli altri risultando inattivi per la scarsità d’acqua a causa del basso livello della falda. Inoltre nelle ultime tre settimane sono stati eseguiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ad alcuni pozzi che presentavano qualche problema di funzionamento allo scopo di ripristinarne la funzionalità (5 nel primo sopralluogo, mentre nel secondo sopralluogo risultano 2 pozzi con qualche componente in manutenzione).
Le stazioni filtranti risultavano regolarmente controllate e il contenuto (carbone attivo) regolarmente sostituito.
Oltre ai sopralluoghi, finalizzati in particolare a verificare il funzionamento complessivo dei presidi ambientali anche in questa situazione di emergenza da Covid-19, sempre nella settimana prima di Pasqua giovedì 9 aprile Arpav ha proceduto anche al campionamento per il monitoraggio periodico di alcuni pozzi. Gli esiti saranno disponibili entro la fine del mese di aprile e saranno comunicati agli enti competenti.
Con riferimento, infine, all’avvio del progetto di messa in sicurezza operativa delle acque sotterranee, la società ICI Italia 3 ha comunicato che – a causa dei diversi provvedimenti nazionali e regionali – avvierà i lavori al termine dei periodi di emergenza e restrizioni.
Arpav naturalmente vigilerà sulla ripresa delle attività connesse al procedimento di bonifica.
Per garantire la massima trasparenza anche in questo periodo - conclude l'agenzia -, Arpav pubblica nel proprio sito e nei canali social l’aggiornamento delle attività di tutela ambientale che sta svolgendo su tutto il territorio regionale».

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