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«Arpav boccia un'antenna telefonica al Parco delle Colombare»

«Ha infatti calcolato che l’intensità del campo elettrico prodotto nell’intorno della nuova antenna sarebbe destinato a superare il limite di allerta che la legislazione italiana fissa in 6 Volt/metro», ha riferito Michele Bertucco

«Proprio quando il dibattito pubblico sui rischi del 5G stava prendendo una piega decisamente favorevole ai gestori telefonici, con più o meno velate accuse di oscurantismo verso chi, malgrado le rassicurazioni degli esperti, continua a nutrire dei dubbi, Arpav, l’autorità pubblica chiamata a dare il parere preventivo alle nuove installazioni di antenne telefoniche, per la prima volta nella sua storia, ha emesso un parere negativo che porta a stoppare il procedimento autorizzativo per l’installazione di una nuova antenna al Parco delle Colombare». A riferirlo è Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune. 

«Arpav - ha proseguito Bertucco - ha infatti calcolato che l’intensità del campo elettrico prodotto nell’intorno della nuova antenna sarebbe destinato a superare il limite di allerta che la legislazione italiana, già meno restrittiva delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, fissa in 6 Volt/metro.
Che cosa ci dice questo, anche in relazione alla nuova ondata di installazioni per la diffusione delle nuova radiofrequenze del 5G? Ci dice che siamo difronte ad un fenomeno delicato, critico, da trattare con la massima attenzione. Ci dice che il territorio è già saturo dalle installazioni precedenti e che occorre considerare anche gli effetti cumulativi di tutte queste installazioni. Le Torricelle, ad esempio, sono state colonizzate anche dalle antenne radiotelevisive.
Non bisogna pertanto minimizzare o deridere i timori della popolazione che giustamente si interroga quando vede dispositivi sopra impianti sportivi e parchi gioco. Bisogna anzi lavorare per consolidare e potenziare il sistema dei controlli e della informazione che la vecchia Legge Gasparri, mai riformata, ha purtroppo ridotto ai minimi termini.
I gestori sono tenuti a comunicare annualmente ai Comuni i propri piani di potenziamento della rete, il Comune è tenuto a coinvolgere le Circoscrizioni e queste i cittadini. Se il meccanismo si inceppa come si è inceppato tante volte in questi anni, le paure sono destinate a prendere strade diverse».

Relazione Arpav: antenna Parco delle Colombare

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