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In quali città e territori vogliamo vivere? Parte da Verona il progetto del Consiglio nazionale degli architetti

Due eventi internazionali per presentare e promuovere, anche attraverso esempi concreti di esperienze nazionali e internazionali, le proposte del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori sui principi legislativi relativi alla "Città e Territori della prossimità"

Partirà da Verona il prossimo 22 aprile il primo degli eventi del "Progetto di futuro - in quali città e territori vogliamo vivere?" elaborato dal Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) attraverso il suo Dipartimento "Riforma Urbanistica e Futuro delle Città" che ha costituito un gruppo operativo e un Comitato Scientifico Internazionale multidisciplinare. Presieduto da Carlos Moreno, accademico ed urbanista di fama internazionale, ideatore delle "città di 15 minuti", si pone l’obiettivo di «realizzare sulla scorta delle più innovative, concrete esperienze internazionali, proposte di principi legislativi finalizzati al passaggio dalla pianificazione urbanistica alla pianificazione della vita nelle città e territori».

Rendere le città e i territori «vivibili per tutti» rappresenta una delle più grandi sfide del XXI secolo, perché il futuro del mondo è «innegabilmente urbano». Le città di domani dovranno infatti «trovare nuovi modi di tessere relazioni tra le due componenti essenziali della vita cittadina: il tempo e lo spazio». In questi anni la principale risposta a questo obiettivo si riscontra nel concetto di «rigenerazione urbana della città contemporanea». Si tratta, spiegano dal Consiglio nazionale architetti, di «un progetto che rende necessarie nuove metriche, criteri e indicatori ambientali e sociali a cui riferire le modalità di pianificazione, valutazione e monitoraggio dei processi di trasformazione e rigenerazione in cui la città pubblica, nel suo valore di bene comune, definisce il telaio di riferimento e di organizzazione spaziale, in cui si realizzano i diritti di cittadinanza».

Giuseppe Cappochin, responsabile del Dipartimento "Riforma urbanistica e futuro della città", commenta: «La scelta di Verona quale sede della tappa nel nord-Italia è motivata, in particolare, dal recentissimo avvio da parte dell'amministrazione comunale dell'elaborazione del nuovo piano strategico della città incentrato sulla eco-sostenibilità, sulla prossimità e sulla coesione sociale». La città di Verona ha accettato l’invito ad accogliere questa iniziativa anche alla luce del suo impegno su questi temi e principi, in vista della revisione integrale del proprio Piano di Assetto del Territorio, con un programma multidisciplinare promosso dalla vicesindaca e assessora all’urbanistica Barbara Bissoli e denominato "Viviamo Verona".

Dopo Verona, nel corso del 2024, sono previsti altri due eventi internazionali per presentare e promuovere, anche attraverso esempi concreti di esperienze nazionali e internazionali, le proposte del Cnappc sui principi legislativi relativi alla "Città e Territori della prossimità". La seconda tappa si svolgerà nei prossimi mesi a Roma, mentre la terza è prevista entro l’anno al Sud, dopo una selezione per individuare, nei prossimi giorni, la  città i cui progetti sono volti a ricollegare l'elemento umano con il tessuto urbano.

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