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Anziani, sempre più soli e non autosufficienti. «Servono riforme»

Per i sindacati dei pensionati, serve un cambiamento nell'offerta dei servizi socio-sanitari, ma anche un cambio di mentalità che vede nell'anziano solo un peso

Non possono compiere le normali attività quotidiane, devono essere seguiti costantemente da familiari o da assistenti, hanno bisogno di continue cure e attenzioni. Sono gli anziani non autosufficienti che anche nella provincia veronese sono sempre più numerosi. Particolarmente delicata la situazione nelle fasce più elevate di età: circa 14.400 ultraottantenni scaligeri (quasi un quarto del totale) non sono in grado di badare a loro stessi, del tutto o parzialmente. La non autosufficienza, insomma, non è uno scherzo. E se non cambia in fretta l'offerta dei servizi socio-sanitari, ma anche una certa mentalità che vede nell’anziano solo un peso, il futuro di questa fascia della popolazione sarà una vera e propria sfida da affrontare in solitudine, soprattutto per le donne.

DEMOGRAFIA E ASPETTATIVA DI VITA. La situazione si fa sempre più emergenziale perché legata a doppio filo all'invecchiamento della popolazione. Più aumenta l'aspettativa di vita e più emergono i problemi relativi alla salute delle persone anziane. Nel Veronese gli ultrasessantacinquenni sono circa 204mila (il 22% della popolazione, contro il 19,2% del 2008), di questi gli ultraottantenni hanno raggiunto quota 64.542. Numeri che sono destinati a salire perché si prevede che in 30 anni (2018-2048) l'aspettativa di vita passerà per gli uomini da 81,6 a 85,6 anni e per le donne da 85,9 a 89,2 anni.

ANZIANI SOLI. L'invecchiamento della popolazione porta con sé un altro problema che è quello della solitudine. Un vero e proprio dramma per tantissimi anziani che vivono in provincia, soprattutto per gli ultraottantenni molti dei quali sono interessati proprio dalla questione della non autosufficienza, totale o parziale. Secondo l'indagine realizzata dai sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, gli over 80 veronesi che vivono soli sono circa 38.500, in pratica sei ultraottantenni ogni dieci. Fra questi il 73,7% è donna.

NON AUTOSUFFICIENZA. In tale contesto emerge la questione della non autosufficienza, parziale e totale. In Veneto, secondo un’indagine realizzata dall’istituto di ricerca Morosini, gli anziani non autosufficienti superano quota 200mila. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp hanno elaborato i dati dell'Inps relativi agli invalidi civili (con percentuale di invalidità dal 74% al 100%) che dunque devono confrontarsi con il problema della non autosufficienza. Dall'analisi emerge che gli anziani over 65 non autosufficienti nel Veronese, riconosciuti appunto come invalidi civili, sono poco più di 19.300 con una crescita del 6,7% in cinque anni. Ancora più rilevante il dato riferito agli ultraottantenni invalidi: sono circa 14.400 quelli riconosciuti come invalidi civili e quindi non autosufficienti parzialmente o totalmente. In pratica nella provincia scaligera, ogni quattro over 80, uno non è autosufficiente. Sotto questo profilo la provincia risulta al quarto posto per numero di ultraottantenni impossibilitati a prendersi cura di sé stessi e che quindi necessitano di un aiuto quasi costante.

RIFORME E RICHIESTE. «Il problema della non-autosufficienza è collegato a doppio filo alla riforma delle strutture per anziani - scrivono i sindacati dei pensionati - Il Veneto è rimasta l'unica regione d’Italia a non aver riformato le Ipab (sono 20 quelle pubbliche nel Veronese), a non aver cioè recepito una legge nazionale del 2000 che prevedeva la loro trasformazione in strutture da inserire nella rete di assistenza territoriale. In questa vacatio, il settore privato è stato enormemente favorito grazie ai minori costi di gestione e ai minori controlli. In generale, serve una politica molto attenta nei confronti delle persone anziane e per questo chiediamo da tempo una legge nazionale sulla non autosufficienza».

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