Anziana e malata attende 30 ore al pronto soccorso di Borgo Trento

L'episodio è stato denunciato dalla nipote via Facebook, ma il responsabile del pronto soccorso ha replicato allo sfogo

Una donna di 91 anni, diabetica, cardiopatica e con difficoltà motorie ha dovuto aspettare trenta ore al pronto soccorso dell'ospedale di Borgo Trento prima di essere ricoverata nel reparto di geriatria dove fortunatamente si è ripresa. L'episodio è stato denunciato su Facebook dalla nipote e attraverso il Corriere di Verona, nella ricostruzione scritta da Enrico Presazzi, il responsabile del pronto soccorso ha replicato allo sfogo scritto sul social network.

I fatti cominciano domenica mattina, 5 agosto, quando la signora viene trovata sul pavimento di casa sua dalla badante. Non sta bene e viene portata al pronto soccorso. Alle 13 del giorno successivo, secondo quanto denunciato dalla nipote, la 91enne è ancora al pronto soccorso; "seduta su un letto nel corridoio, sballottata un metro più avanti un metro più indietro, con centinaia di persone che passano, con l'aria condizionata sparata a 20 gradi, senza una stanza, un medico che la prenda in carico, una diagnosi", scrive la nipote su Facebook.

La donna sarà ricoverata in geriatria, ma l'attesa è stata oggettivamente lunga. Per questo il primario del pronto soccorso si è scusato con i familiari della paziente, ma respinge le accuse di malasanità. Il direttore non ha giustificato la lunga attesa parlando di carenza di posti letto o di organico. Il problema è stato contingente e dovuto ad un afflusso straordinario di pazienti al pronto soccorso capitato lo scorso weekend. Inoltre, la 91enne non avrebbe aspettato in un corridoio, come dichiarato dalla nipote, ma in uno spazio monitorato e quindi tenuta in osservazione, mentre i medici decidevano il miglior reparto per il suo ricovero, visto che la donna soffre di diverse patologie.

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