Lunedì, 17 Maggio 2021
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Saluto romano in Consiglio comunale a Verona: Andrea Bacciga a processo

Il consigliere passato nelle scorse settimane alla Lega, è accusato di aver rivolto il gesto alle attiviste di Non Una Di Meno, che nel luglio 2018 erano presenti in aula per la discussione sulle mozioni volte a finanziare organizzazioni e progetti ritenuti legati ai movimenti antiabortisti

Le attiviste di Non Una Di Meno a sinistra, dall'altra parte il consigliere Andrea Bacciga

Nella mattinata di giovedì 8 aprile si è svolta la terza udienza del processo che vede imputato il consigliere comunale di maggioranza della Lega Andrea Bacciga, rinviato a giudizio per manifestazioni fasciste, in base all’articolo 5 della legge Scelba: Bacciga è accusato di aver rivolto, nel luglio del 2018, il saluto romano ad alcune attiviste di Non Una di Meno, presenti nell’aula del consiglio comunale mentre erano in discussione due mozioni presentate da Alberto Zelger, volte a finanziare organizzazioni e progetti ritenuti legati ai movimenti antiabortisti.
Al processo sono state ammesse come parti civili tre attiviste di Non Una di Meno, ANED (l'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) e ANPI (l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia).

Parti civili civili che erano presenti all'udienza dibattimentale, durante la quale sono stati ascoltati alcuni dei testimoni indicati dal pubblico ministero: il maresciallo Miceli, che ha svolto l’attività di indagine conseguente alla presentazione degli esposti di NUDM, ANED e ANPI; e la dottoressa Tea Mercoli, dirigente della DIGOS della Questura di Verona, che "ha avuto modo di svolgere una puntuale ricostruzione dei legami tra l’imputato Bacciga e i vari movimenti dell’integralismo cattolico e dell’estrema destra veronese (Forza Nuova, Fortezza Europa e CasaPound, tra gli altri)", riferisce la nota diffusa dalle parti civili. 

"Su domanda del pubblico ministero e dell’avvocato di parte civile Federica Panizzo - recita la nota congiunta di NUDM, ANED e ANPI -, Mercoli ha elencato le attività politiche di Bacciga: il consigliere è un sostenitore della famiglia cosiddetta naturale e fondata sul matrimonio, e nel 2019 ha aderito al Congresso Mondiale delle Famiglie che riunisce il movimento globale antiabortista, antifemminista e anti-LGBTQI+ e per rispondere al quale NUDM ha organizzato, a Verona, tre giorni di eventi e un grande corteo internazionale. Mercoli ha ricordato che Bacciga ha partecipato all’organizzazione di concerti cosiddetti «nazi-rock» che, ha precisato, «hanno messo il nostro paese in difficoltà anche a livello diplomatico». Ha ricordato che Bacciga, rivendicando che la cultura non è solo una prerogativa esclusiva della sinistra, ha donato alla Biblioteca Civica una serie di libri di estrema destra. Tra questi: un libro di Léon Degrelle (esponente delle Waffen-SS), un libro di Costanza Miriano (tra le organizzatrici del Family Day che si definisce una donna «felicemente sottomessa» e che invita le donne ad obbedire), un libro su Sergio Ramelli e un altro di Franco Freda". Alla dirgente della Digos, la difesa avrebbe invece chiesto se si fossero verificati disordini, mostrando alcune immagini che ritraevano un Bacciga impassibile alle «provocazioni». 
"È stato poi ricordato - proseguono le parti civili - che Bacciga si è opposto alla mozione di condanna per i fatti avvenuti in occasione della festa della curva sud dell’Hellas Verona del 2017 e per i quali, peraltro, è in corso un altro processo penale presso il tribunale di Verona per violazione del decreto Mancino: l’imputato è Luca Castellini - filmato mentre inneggiava a Hitler - difeso, curiosamente, proprio dall’avvocato Bacciga, che nel 2018 ha, tra l’altro, presentato una mozione per sostenere la proposta dell’allora ministro Fontana per abrogare la legge Mancino".

Nel corso dell'udienza che si è celebrata giovedì mattina è stato ascoltato anche il consigliere comunale di opposizione Michele Bertucco, il quale ha riferito di aver visto Bacciga fare per due volte il gesto del saluto romano in aula. "Il vano tentativo della difesa - raccontano le parti civili - è stato quello di screditare il testimone chiedendogli incredibilmente cosa intendesse lui per saluto romano. La domanda è stata prontamente respinta dalla presidente del collegio". 
L’udienza è stata aggiornata al prossimo 21 ottobre.

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