Maltempo di novembre sul Garda, Arpav: «Nessuna contaminazione»

Terminata la criticità meteorologica, l'agenzia regionale ha avviato le indagini ambientali per valutare la qualità dell'acqua del bacino. E i primi risultati sono positivi

Lago di Garda (Foto Arpav)

L'ondata di maltempo di fine ottobre ha coinvolto anche il lago di Garda. Decine di milioni di metri cubi d'acqua si sono riversati nel bacino in breve tempo. A causa della violenza del vento e delle precipitazioni nel lago sono finiti, direttamente dalla riva e attraverso i corsi d'acqua immissari, moltissimi detriti, rami, alberi e fango. L'enorme quantità d’acqua captata dal sistema fognario della costa ha richiesto l'attivazione degli scaricatori di emergenza immettendo le acque reflue, mescolate alle acque di pioggia, direttamente nel lago. Questa azione ha evitato cedimenti strutturali delle condotte.
Gli eventi hanno interessato anche tutto il bacino del fiume Adige, di conseguenza, per evitare esondazioni le autorità competenti hanno dato ordine di aprire la galleria di scolmo Mori-Torbole immettendo 17 milioni di metri cubi di acqua e fango nel lago di Garda.

Terminata la criticità meteorologica, Arpav ha avviato le indagini ambientali per valutare se vi fosse pericolo di contaminazione persistente di origine fecale delle acque del lago con conseguente rischio sanitario. In particolare è stato attivato il protocollo di analisi previsto per la balneazione e sono state potenziate le indagini sullo stato di qualità del bacino che si eseguono mensilmente. Alle analisi di routine si è aggiunta la determinazione di parametri chimici utili per valutare lo stato di alterazione acuta a breve termine del bacino nella stazione di campionamento di Brenzone a centro lago. Inoltre, con la collaborazione della Fondazione Edmund Mach, è stato fatto un campionamento extra a nord del lago nel punto di restringimento, a centro lago in prossimità di Torbole, dove potevano cumularsi i potenziali effetti dell'immissione di materiale dal Sarca e dalla Galleria Mori-Torbole.

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Le indagini microbiologiche svolte lungo la riva veronese dal 5 all'8 novembre hanno dato esito favorevole. Non sono state evidenziate contaminazioni persistenti di origine fecale delle acque sotto costa. Ciò significa che gli impianti fognari, comunali e collettore, hanno iniziato a funzionare regolarmente, una volta finite le violente precipitazione.
I primi dati ottenuti, dalle analisi chimico-fisiche e di laboratorio, effettuati sull'intera colonna d'acqua sia a Brenzone che a Torbole, non evidenziano alterazioni significative dello stato di qualità eccetto che una diminuzione di trasparenza di un metro circa e di aumento di conducibilità delle acque in superfici, dovuti alle parti più fini dei sedimenti ancora in sospensione.
Continuano le indagini per valutare gli effetti sul biota. Per questo tipo di attività, sempre in collaborazione con la Fondazione Edmun Mach, verranno applicate anche tecniche genetiche di nuova generazione che consentiranno di valutare le comunità del biota attraverso l'analisi del Dna ambientale.

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