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Acqua non potabile in case Agec di Via Faliero? «Allarme inutile. Tutto a norma»

Dopo una segnalazione del consigliere comunale Benini, il sindaco di Verona ha preteso un accertamento straordinario. E dopo aver avuto i risultati, Sboarina ha commentato: «La qualità dell'acqua nei condomini è in regola»

Sono 24 i campionamenti fatti all'impianto idrico delle case Agec di Via Marin Faliero, in zona Saval a Verona. In ognuno dei sei condomini sono stati controllati i punti di inizio e fine del percorso dell'acqua, sia per le tubature dell'acqua calda che di quella fredda. Nello specifico, 12 prelievi all'ingresso dell’acquedotto nei palazzi e altrettanti all'interno degli appartamenti. La metodica utilizzata è stata quella dei prelievi cosiddetti "distali", e cioè alle estremità per certificare quindi la salubrità dei punti intermedi. Prelievi ed analisi, realizzati dal laboratorio accreditato Lachiver Alimenti, secondo precisi metodi di campionatura e verifica, hanno confermato che l'acqua è conforme ai parametri di legge e, quindi, perfettamente a norma.

Un accertamento straordinario, quello voluto dal sindaco di Verona Federico Sboarina e commissionato da Agec, in qualità di proprietario dei palazzi e responsabile della qualità dell’acqua e degli impianti all’interno degli edifici.
Un monitoraggio predisposto per rassicurare i residenti e le attività commerciali, dopo l'allarme generato dalla comunicazione fatta all'Ulss 9 Scaligera dal consigliere comunale del Partito Democratico Federico Benini. Un reclamo inviato lo scorso 25 marzo, in cui si parla non solo di un «referto raccapricciante» su di un campione prelevato dallo stesso consigliere e fatto analizzare privatamente, ma anche di «acqua di un colorito non trasparente» e di una «criticità già segnalata all'amministratore di condominio che va avanti da anni».
Ad Agec e Comune, però, non risultano lamentele o segnalazioni fatte dagli inquilini degli appartamenti e dai commercianti allo Studio Mantelli, che dal 2014 è amministratore del complesso immobiliare. Dai verbali delle riunioni di condominio, infatti, non emerge sia mai stata sollevata alcuna problematica relativa all'acqua potabile, sia dei 48 appartamenti che degli spazi commerciali al piano terra.
Sono partite comunque le controverifiche immediate di Agec, il giorno stesso del protocollo del reclamo. I prelievi effettuati da un tecnico campionatore di Lachiver, accompagnato da personale Agec, sono stati realizzati all'interno dei medesimi civici segnalati da Benini: il 9, 17, 23, 31, 43 e 55. Per ogni civico è stato preso un campione sia all'ingresso dell'acquedotto, sia negli appartamenti, per verificare eventuali difformità o cambiamenti dell'acqua lungo il percorso. Senza, quindi, dover passare di casa in casa. Le analisi, inoltre, sono state effettuate sia sull'acqua calda che su quella fredda, in quanto provenienti da tubature differenti.
Gli esami sia chimici che microbiologici hanno confermato che «i campioni sono risultati tutti conformi alla vigente normativa sulle acque destinate al consumo umano. Unica eccezione, un prelievo fatto al di fuori degli appartamenti privati sul quale è stata richiesta un'ulteriore analisi, risultata poi ampiamente dei limiti di legge».

Questa mattina, 13 aprile, direttamente negli spazi comuni delle case di Via Marin Faliero, hanno dato i dettagli delle analisi effettuate il sindaco Sboarina, il presidente di Agec Maurizio Ascione e il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli. Ed era presente anche il direttore gestionale del laboratorio Lachiver Alimenti Emanuele Brendolan Rui.
«Quanto successo è inaccettabile - ha detto il sindaco - Il rapporto di Lachiver, laboratorio accreditato che ha operato secondo i protocolli, infatti ha smentito il presunto allarme e confermato che tutto è a norma. La qualità dell'acqua nei condomini di Via Faliero è in regola. Sono temi, quelli che riguardano la sicurezza dei cittadini, sui quali serve serietà e non improvvisazione. Chi ricopre un ruolo istituzionale, come un consigliere comunale, deve essere dalla parte dei cittadini e tutelare la salute pubblica, non può permettersi di fare strumentalizzazioni, generando paure. Le famiglie e le attività economiche sono già in grande difficoltà per il Covid, così sono state doppiamente allarmate. Verificheremo se ci sono gli estremi per procedere alle vie legali per procurato allarme. Davanti all'eventualità di un pericolo per la salute dei residenti, un amministratore pubblico deve agire secondo la legge e non secondo la propaganda. Non ci si improvvisa controllori, con campioni presi in proprio e non da tecnici di laboratorio, senza nemmeno specificare da dove proviene l'acqua».
«Ci siamo immediatamente attivati per verificare se quanto segnalato fosse vero, visto che negli anni non avevamo agli atti alcuna lamentela - ha affermato Ascione - Attraverso un laboratorio accreditato abbiamo fatto intervenire i tecnici specializzati ed effettuato campioni sia all’inizio dell’acquedotto dei diversi civici, che negli appartamenti più distanti, proprio per avere un monitoraggio completo. E, come immaginavamo, il problema non sussiste. Triste che un cittadino, che per di più è consigliere comunale, invece che supportare e collaborare con le aziende pubbliche crei allarmismo tra le persone».
«Non si è mai evidenziata alcuna problematica chimica per le acque prodotte dalla centrale che alimenta la zona - ha spiegato Mantovanelli - né dalle analisi di Acque Veronesi, né dalle verifiche periodiche di Ulss. Possiamo quindi rassicurare tutti i cittadini in merito alla qualità dell'acqua di rete, che è costantemente controllata. È inaccettabile che per una strumentalizzazione politica si faccia disinformazione su un tema delicato come quello della salute pubblica».

LA REPLICA DEL CONSIGLIERE BENINI

Il consigliere del PD di Verona ha risposto al sindaco fornendo i dettagli delle analisi da lui effettuate e commentando: «Ho condotto un'indagine su campioni d'acqua del rubinetto prelevati da un appartamento del condominio Agec "Forte Procolo" dal 9 al 19 marzo, portando un campione presso un laboratorio certificato che ho pagato di tasca mia. Il 23 marzo, appena venuto a conoscenza dell'esito delle analisi che individuava ferro e piombo in quantità eccessive nel campione che avevo prelevato, incompatibili con dell'acqua potabile, ho immediatamente fatto partire le segnalazioni. La cosa importante, su cui invito il Sindaco a riflettere meglio, è che in almeno un caso le analisi disposte dalla stessa Agec hanno individuato acqua contenente quantità di piombo una volta e mezza i limiti consentiti, tali da far dichiarare il campione "non adatto al consumo umano". Prendo atto che Agec sostiene di aver ripetuto le analisi successivamente e di non aver riscontrato altre criticità, ma chiedo: quante analisi sono state fatte e dove? Mi lascia più che perplesso il fatto che Agec non abbia disposto prelievi a tappeto in tutti gli appartamenti. Mi lascia perplesso inoltre che il sottoscritto non sia stato contattato per conoscere il nome degli inquilini che lamentano il problema del cattivo odore e del cattivo sapore dell'acqua di rubinetto. Questo infatti è l'indizio da cui sono partito per svolgere un approfondimento. Un sindaco con un minimo di coscienza si dovrebbe sentire in dovere di dare una risposta puntuale a ciascuno dei cittadini che hanno avanzato una segnalazione tramite un consigliere comunale. Quindi chiedo: Il sindaco e Agec sono certi di aver fatto tutto quanto era in loro potere? Non credono che sarebbe doverosa una risposta puntuale a tutti i condomini che hanno effettuato la segnalazione? Sarebbero disposti a venire a bere l'acqua in uno degli appartamenti non monitorati? Mi auguro che Agec provveda nel più breve tempo possibile a colmare le lacune che ho evidenziato e che attivi un sistema di costante e meticoloso di monitoraggio».

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