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ANA Verona a Schiavonia: completata la prima fase di allestimento dell'ospedale

La prima parte dei lavori si è conclusa sabato: la struttura sta nascendo su un'area complessiva di 8mila metri quadrati, di cui oltre 5.200 di superficie coperta

 

L’ossatura esterna dell’ospedale da campo allestito a pochi metri dal Covid Hospital di Schiavonia (Padova) è completamente montata. Con sabato, si è conclusa la prima fase dei lavori per la messa a regime della struttura – donata dal Qatar e arrivata attraverso un ponte aereo all’aereoporto di Villafranca meno di due settimane fa – che sta nascendo su un’area complessiva di 8mila metri quadrati, di cui oltre 5.200 di superficie coperta. Comprende tre blocchi: due destinati a letti di terapia intensiva (complessivamente circa una trentina) e uno maggiore e centrale, collegato direttamente agli altri due, che ospiterà letti di malattie infettive. Questo ospedale da campo è concepito per essere estremamente flessibile: una struttura modulare che può potenzialmente ospitare fino a 500 posti letto. Le pareti sono in grado di sigillare all’interno la carica batterica attraverso una doppia tenda filtrante. E il Qatar ha corredato la donazione con batterie di rinfrescatori per l’estate e si è reso disponibile ad acquistare riscaldatori in vista della stagione fredda.
A questa prima fase di costruzione, hanno partecipato un centinaio di volontari della Protezione Civile dell’ANA Verona – coadiuvati anche da squadre provenienti da Padova, Vicenza, Belluno e Treviso – insieme ai vigili del fuoco e ai militari del 3° Stormo dell’Aeronautica Militare che hanno messo a disposizione della protezione civile l'esperienza maturata nel corso degli anni nel montaggio di strutture campali.
All’ospedale da campo a Schiavonia sono arrivati sabato mattina in sopralluogo il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli con il coordinatore della Protezione civile dell’ANA Verona Luca Brandiele, l’assessore alla Protezione Civile del Comune di Verona Daniele Polato e il sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca.
«La nostra presenza qui è un saluto e un forte ringraziamento alle persone che da giorni stanno lavorando a questo progetto, rilevante per l’emergenza presente ma che rappresenta una risorsa anche in caso di calamità future», commenta il presidente Bertagnoli. C’è di più. Oltre al lavoro a Schiavonia e ai molti altri interventi sul campo che in questi due mesi hanno visto alternarsi i volontari della Protezione Civile nei vari scenari emergenziali – dall’allestimento degli ospedali dismessi del territorio, alla movimentazione di materiale, alla consegna di mascherine a domicilio, con punte di 180 volontari impegnati ogni giorno – l’ANA Verona si è attivata da subito anche per raccogliere fondi e operare in sinergia con le istituzioni. Sono quindi stati acquistati dalla sezione veronese degli alpini sette ventilatori polmonari che sono già in forze negli ospedali di Legnago, Negrar, Borgo Trento e Borgo Roma. «Questi presidi stanno già salvando vite umane. Grazie alla sottoscrizione che abbiamo attivato all’indomani dell’inizio emergenza, abbiamo potuto centrare questo importante obiettivo, condiviso con i dirigenti della sanità locale e delle strutture ospedaliere. Si tratta per noi di un impegno molto importante, che supera abbondantemente i 100mila euro e che puntiamo a coprire del tutto nelle prossime settimane», aggiunge Bertagnoli, facendo appello alla solidarietà dei veronesi.

Tornando a Schiavonia, a breve, ora, inizierà la fase due che prevede l’allestimento degli interni a partire da una pavimentazione rialzata di 30 centimetri, che permette di far passare sotto senza intaccare l’asfalto tutte le reti di servizio e l’impiantistica sanitaria. A seguire, la strumentazione medica necessaria, con l’auspicio che non debba servire. Una volta conclusa l’emergenza Covid, l’enorme struttura sarà dismessa e stoccata. Ma rimarrà una risorsa preziosa a livello non solo regionale ma nazionale in caso di calamità. La peculiarità di questo materiale, infatti, è che può essere trasportato e montato in qualsiasi scenario. Più che un ospedale da campo, è un ospedale sul campo: alla struttura a regime, infatti, nulla manca quanto a funzionalità. «L’allestimento per l’emergenza Covid prevede posti di terapia intensiva. Dovessimo, speriamo mai, allestirlo per un’altra emergenza ad esempio un sisma, opteremmo per sale radiografie, gessi, camere operatorie. La struttura lo consente, è modulare e flessibile», spiega il responsabile del progetto per la Protezione Civile Veneto Roberto Taranta. «I volontari delle squadre che hanno lavorato qui saranno i formatori per chi si troverà, un domani, a dover rimontare la struttura: un lavoro estremamente complesso», spiega il coordinatore Brandiele.

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«Vedere e ringraziare la forza lavoro sul campo è un’emozione e un onore. Con la Protezione civile dell’ANA Verona stiamo lavorando in sinergia fin dall’inizio dell’emergenza. È una presenza importante in questo momento di incertezza per tutti i nostri cittadini, che sentono la presenza e la vicinanza degli alpini», sottolinea l’assessore Polato.
«Questo ospedale mobile è un progetto regionale molto importante. Ed è un piacere che sia portato avanti da due eccellenze del mio territorio: il 3° Stormo l’ANA Verona e l’ANA», aggiunge il sindaco Dall’Oca.

La campagna straordinaria che l’ANA Verona ha attivato e che ha già dato ottimi frutti, dunque, prosegue per questa ulteriore maratona di solidarietà. Con la causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS – ANA VERONA si può donare all’IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300 204. Inoltre, al link.

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