ANA Verona, tutto esaurito per il «Battaglione Val d'Adige»

L'incontro che si è tenuto sabato mattina all'Ex Polveriera di Rivoli, ha visto la presentazione del libro "Il Battaglione Val d'Adige nella Prima Guerra Mondiale" del Centro Studi dell'ANA Verona, a cura di Luca Antonioli

È un messaggio di pace e di speranza quello che si leva dall'Ex Polveriera di Rivoli che sabato mattina, registrando il tutto esaurito, ha ospitato la prima presentazione del libro "Il Battaglione Val d'Adige nella Prima Guerra Mondiale" del Centro Studi dell'ANA Verona, a cura di Luca Antonioli.
«Studiamo e raccontiamo di guerre e battaglie avvenute oltre un secolo fa e che, purtroppo, sono attualissime in questo drammatico momento storico in cui l'Europa, culla di civiltà, sembra aver smarrito la propria identità. Stiamo precipitando, sembra che la storia non abbia insegnato nulla», è intervenuto il presidente dell'ANA Verona Luciano Bertagnoli nella sala dell’ex Polveriera stipata di Penne Nere e appassionati di storia, arrivati per ascoltare la Storia e le storie di alpini, per lo più veronesi, durante la Grande Guerra. «L'ANA, che è associazione d'arma, in questi decenni è cambiata perché noi la lezione l'abbiamo imparata. E ora siamo forza di pace, di servizio, solidarietà e amicizia. Questa è la giusta propensione per cambiare», ha aggiunto Bertagnoli. A riprova di ciò, in questi giorni, Protezione Civile e gruppi alpini veronesi si stanno mobilitando nella task force di aiuti all’Ucraina coadiuvando le varie iniziative dei Comuni, seguendo come 3° Raggruppamento Protezione Civile un convoglio umanitario diretto ai confini con lo stato in guerra, pubblicizzando la raccolta fondi organizzata dallANA nazionale (Fondazione A.N.A. Onlus, Banca Intesa San Paolo - Agenzia 55000 Milano IBAN: IT94 G030 6909 4231 0000 0001 732 BIC: BCITITMM Causale "Sostegno umanitario alla popolazione ucraina").
All'incontro di venerdì organizzato dall'ANA Verona ha partecipato una delegazione di una ventina di sindaci della provincia tra cui la prima cittadina di Rivoli Giuliana Zocca, il presidente della Conferenza dei Sindaci Gianluigi Mazzi e il presidente dell'Unione Montana del Baldo-Garda Maurizio Castellani. E ancora, il deputato veronese Diego Zardini, il consigliere nazionale dell'ANA Maurizio Elio Marchesini oltre a una delegazione delle sezioni ANA di Trento e di Milano.
L'incontro, aperto da un momento di preghiera officiato dal cappellano degli alpini don Rino Massella e rivolto anche alla guerra in Europa, è stato moderato dal direttore de Il Montebaldo Vasco Senatore Gondola e introdotto dal coordinatore del Centro Studi dell'ANA Giorgio Sartori. «Il nostro è un Centro di ricerca, l’obiettivo è trovare, documentare e ricostruire non solo le storie dei nostri alpini impegnati nelle guerre del passato ma anche dare un volto e una storia ai soldati ignoti – circa 4mila – le cui spoglie sono custodite nel Sacrario Militare del Cimitero Monumentale», ha spiegato Sartori.

"Il Battaglione Val d'Adige nella Prima Guerra Mondiale. Storie e foto inedite di giovani alpini veronesi"

Lo stesso libro “Il Battaglione Val d'Adige nella Prima Guerra Mondiale. Storie e foto inedite di giovani alpini veronesi", è frutto di una lunga ricerca condotta dagli storici del Centro Studi dell'ANA Verona. Il volume contiene infatti episodi poco conosciuti della storia del primo conflitto mondiale sul territorio e raccoglie materiale documentale e fotografico completamente inedito. E racconta ai veronesi un pezzo di storia poco conosciuta, legandola ai nomi dei militari, agli alpini decorati per atti di valore cercando e riportando le motivazioni delle medaglie, le storie dei caduti, ricostruite recuperando le loro identità così come un frammento della loro storia, attraverso i fascicoli, intrecciando documenti ed elenchi custoditi all’Archivio di Stato. Uno di loro è nientemeno che Cesare Battisti, che ha mosso i primi passi come ufficiale proprio nel Battaglione Val d’Adige. Il libro è acquistabile nella sede dell’ANA Verona in via del Pontiere.
Il corpo principale del testo, un centinaio di pagine sulle 200 circa che compongono il volume, è formato dallo scritto di uno dei capitani del Val d’Adige, Ersilio Michel, storico e non ufficiale di professione che pur imbracciando il fucile non ha rinunciato a impugnare la penna, restituendoci così uno spaccato della vita militare in quei tempi, durante la Grande Guerra. Ci sono poi le biografie dei tre cappellani alpini che si sono alternati in quegli anni e alcune delle vicende più significative, alcune note altre semi inedite: dalla battaglia di Caporetto all’arresto dell’offensiva di Primavera nel 1916, al quasi ammutinamento tentato da alcuni alpini veronesi che in treno diretto sul Pasubio e in transito da Verona, ne approfittano per saltar giù dal convoglio per salutare familiari e affetti. Ricca è anche la parte fotografica. Ci sono oltre 20 scatti recuperati da Don Silvio Aldrighetti, sacerdote veronese appassionato di fotografia che mostrano l’impiego del battaglione sul Baldo nel 1915 e fino alla primavera dell’anno successivo. Inoltre, una quarantina di immagini, concesse dal museo del Risorgimento di Bologna, scattate da un alpino bolognese che ha fatto parte del Battaglione Val d’Adige.
Questo è il primo volume di una collana dedicata alla storia dei battaglioni alpini veronesi nella Prima Guerra Mondiale. Seguiranno dunque altri due testi: Battaglione Monte Baldo, prossimo in ordine di tempo, e Battaglione Verona.

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