Le Penne Nere rendono omaggio alle vittime della battaglia dell'Ortigara

Si è svolto domenica il novantanovesimo pellegrinaggio che ha visto centinaia di alpini sfidare la fatica e salire fino a oltre duemila metri di altitudine per ricordare e far memoria di quanto accaduto tra il 10 e il 29 giugno del ’17 del secolo scorso

Un momento del pellegrinaggio avvenuto domenica

Partirà da Verona per raggiungere l’altopiano di Asiago, tracciando una linea di congiunzione fatta di uomini e braccia tese tra i luoghi di origine di molti giovanissimi soldati e alpini veronesi e i monti dove, nel 1917, hanno sacrificato la propria vita. Per il Centenario dalla fondazione dell’ANA Verona, che scade il prossimo anno e che coincide con i cento anni del pellegrinaggio nazionale sull’Ortigara, le Penne Nere veronesi stanno già pianificando una speciale iniziativa per commemorare le circa 250 vittime veronesi di quella battaglia che ha lasciato sul campo quasi tremila persone.

Domenica, intanto, si è concluso il novantanovesimo pellegrinaggio, organizzato dall’ANA Verona in collaborazione con le sezioni di Marostica e Asiago, che ha visto centinaia di alpini sfidare la fatica e salire fino a oltre duemila metri di altitudine per ricordare e far memoria di quanto accaduto tra il 10 e il 29 giugno del ’17 del secolo scorso. «Gli alpini veronesi hanno aderito in massa al richiamo dell’Ortigara. Non poteva andare meglio: in centinaia abbiamo conquistato la vetta con tutti e 200 i nostri gagliardetti. Quello con queste cime è per noi un legame forte. Abbiamo un debito ancora da saldare coi nostri ragazzi che sono rimasti quassù, sepolti per oltre un secolo», ha commentato il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli, al termine della messa concelebrata dal cappellano degli alpini veronesi don Rino Massella e da Padre Milan Pregelj, sul monte Ortigara, all’ombra della Colonna Mozza a oltre duemila metri d’altitudine.

«È stata una giornata memorabile, molto sentita in questo che è l’anno del Centenario dalla fondazione dell’ANA. I nostri morti, quelli che abbiamo commemorato in quota, sono i morti di tutta Italia. Ed è stato bello e significativo vedere insieme a noi anche civili, molte famiglie che hanno partecipato, allargando così il bacino della memoria di quanto accaduto», ha sottolineato Alfonsino Ercole, consigliere nazionale dell’ANA.

Da città e provincia, tra domenica e sabato, sono partiti una quindicina di pullman e molti altri sono arrivati in auto e camper. Alla due giorni di commemorazione, che si è svolta tra l’altopiano di Asiago e le cime dell’Ortigara, hanno partecipato anche numerosi sindaci e rappresentanti istituzionali di molti comuni del territorio. In rappresentanza del Veneto, è salita in vetta l’assessore regionale Elena Donazzan.

Tra i momenti più toccanti della giornata, intorno alle 12.30, la cerimonia di deposizione delle reliquie di Beato don Carlo Gnocchi nella chiesetta del monte Lozze, «a benedizione perenne dei caduti dell’Ortigara: cappellano degli alpini, presente nella ritirata di Russia nella guerra del ’45 e autore di “Cristo con gli alpini”, don Gnocchi è una figura a noi tutti molto cara», ha sottolineato Bertagnoli.

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Calato, per quest’anno, il sipario sull’Ortigara, l’ANA Verona è al lavoro già da lunedi per pianificare il prossimo appuntamento: il 21 luglio le Penne Nere veronesi saliranno a Passo Fittanze per l’annuale raduno ai piedi del monumento ai caduti. “Si tratta, anche per ragioni logistiche, dell’appuntamento in assoluto tra i più partecipati dai nostri alpini”, esorta Bertagnoli.

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