Smog e PM10, a Verona scatta l'allerta arancione per la terza volta

Da martedì, dalle 8.30 alle 18.30, non potranno circolare i veicoli privati diesel Euro 4, esclusi i mezzi di trasporto pubblico, in aggiunta alle limitazioni già previste per l'allerta verde

Foto di repertorio

Da domani, martedì 5 marzo, e fino a giovedì 7 marzo compreso, scatta il divieto previsto per il raggiungimento del livello di allerta 1 (arancione) per lo sforamento del livello di PM10 a Verona, dovuto alle condizioni meteo di alta pressione che stanno interessando tutta la Pianura Padana.
Da domani, quindi, dalle 8.30 alle 18.30, non potranno circolare i veicoli privati diesel Euro 4, esclusi i mezzi di trasporto pubblico.

A Verona restano fermi 17.215 veicoli privati, pari al 10,48% di quelli immatricolati nel territorio comunale. I benefici del blocco sulla qualità dell'aria sono ben documentati da Arpav, che di recente ha fornito alla Regione le stime di riduzione degli inquinanti nei comuni che applicano le misure antismog, sia per il livello verde che per i livelli arancione e rosso. Le stime sono riferite al semestre inverale 2017-2018 che riguardano sia le limitazioni del traffico che quelle sugli impianti di riscaldamento. Per quanto riguarda le PM10, in termini di riduzioni emissive, si ottiene un maggior vantaggio includendo gli Euro 4 diesel sia per le autovetture private che per i commerciali. Arpav stima infatti che in allerta arancione le PM10 diminuiscano giornalmente del 22,2%, con una ulteriore riduzione fino al 32% in allerta rossa.
Una migliore qualità dell’aria dipende non solo dalle limitazioni al traffico ma anche da un adeguato utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa. Su questo fronte, le stime di Arpav riportano una riduzione di PM10 del 60% in allerta arancione, per ciascuno giorno di applicazione delle limitazioni, per arrivare a meno 78% in allerta rossa.

Altri provvedimenti potrebbero essere presto attuati nella lotta allo smog. L'assessore all'ambiente del Comune di Verona Ilaria Segala è impegnata per coinvolgere tutto il territorio regionale con nuove iniziative da affiancare a quelle già in atto. Tra queste, il tema delle "porte aperte", ovvero l'invito a tenere chiuse le porte di uffici, attività ricreative o commerciali. Un progetto di cui Verona è capofila e che l'assessore Segala porterà a Treviso giovedì 14 marzo, al secondo incontro tra i Comuni capoluogo del Veneto, dopo quello che si è tenuto lo scorso gennaio nel municipio scaligero. Già allora, l'idea delle "porte aperte" era piaciuta agli assessori e dirigenti presenti, tanto da chiederne un'analisi più approfondita. Di fatto, i titolarti di negozi, uffici e locali, possono decidere di partecipare all'iniziativa, regolamentando in modo autonomo l'apertura e chiusura delle porte di accesso. Non un obbligo, quindi, ma un'adesione volontaria di cittadini che colgono l'invito del Comune di partecipare attivamente alla lotta contro lo smog. Un'azione virtuosa che premierà i partecipanti attraverso la visibilità sul sito del Comune o con modalità in cui emerga in modo chiaro la buona pratica messa in atto. L'obiettivo è che l'iniziativa si estenda non solo alle attività del centro ma di tutto il territorio e che sia abbracciata anche fuori Verona.

Il meteo in questo periodo non è nostro alleato - ha affermato l'assessore Segala - e a noi non resta che usare tutti gli strumenti a disposizione per proteggere la salute pubblica. La lotta alla smog va proprio in questa direzione, far sì che i cittadini possano respirare un'aria il meno inquinata possibile e poter girare liberante per il territorio comunale. Se è vero che il traffico veicolare è solo uno dei fattori inquinanti, è anche vero, e lo dimostrano i dati Arpav, che la loro limitazione influisce in modo importante sui livelli di PM10, con riduzioni stimate del 22,25% al giorno in allerta arancione, oltre il 30% in allerta rossa. Non ammetterlo è da ipocriti. Tanto più a pochi giorni dalla sentenza del Tar del Piemonte, che ha bocciato il ricorso di un cittadino che aveva fatto causa contro l'ordinanza antismog che bloccava in garage la sua auto diesel euro 3. La salute dei cittadini viene prima di tutto, perciò siamo convinti che queste misure siano l'unica soluzione al momento possibile per evitare rischi alla salute dei cittadini e in particolare dei minori e del loro sviluppo psico-fisico. Su questo fronte siamo infatti impegnati ad allargare interventi e iniziative, come quella che porterò a Treviso sulla chiusura delle porte dei negozi. Le misure antismog servono ed è fondamentale l’impegno di tutti nel farsi parte attiva nell’adozione e nella pratica di buoni comportamenti.

L’allerta è scattata per tutte le città del Veneto, ad esclusione di Belluno e Treviso. Blocco dei diesel Euro 4 quindi anche nei comuni e nelle province di Venezia, Padova, Vicenza e Rovigo. Nell'agglomerato di Verona il provvedimento interessa, oltre al capoluogo, i comuni di Bussolengo, Buttapietra, Castel d’Azzano, Fumane, Grezzana, Lavagno, Mezzane di Sotto, Negrar, Pescantina, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, San Pietro In Cariano, Sommacampagna, Sona, Villafranca di Verona, oltre a Legnago e Bovolone che aderiscono volontariamente all'Accordo del Bacino Padano.

Per Verona è il terzo periodo di allerta arancione dall'inizio dell'anno. Si tratta di un provvedimento automatico, previsto dall'Accordo del Bacino Padano, che scatta dopo che la stazione fissa al Giarol Grande ha registrato il superamento del valore limite giornalieri di PM10 fissato a 50 microgrammi/metro cubo per 4 giorni consecutivi (giovedì 28 febbraio la concentrazione di Pm10 era pari a 99 microgr/mc, venerdì 1 marzo 88 microgr/mc, sabato 2 marzo 71 microgr/mc e domenica 3 marzo 73 microgr/mc). Sarà inoltre vietato utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) aventi prestazioni energetiche ed emissive inferiori alla classe 3 stelle. Tale misure emergenziali, rimarranno attive almeno fino a giovedì 7 marzo, giorno di controllo e di emissione del nuovo bollettino da parte di Arpav. Restano inoltre confermate le misure preventive antismog previste per il livello verde: il divieto di circolazione, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, per i veicoli benzina euro 0 e 1 e per i veicoli diesel fino agli euro 3; il divieto di usare generatori di calore con una classe di prestazione emissiva inferiore alle 2 stelle; l’obbligo di utilizzare, nei generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, pellet certificato conforme alla classe A1. Invariate anche le deroghe.

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