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Il piccolo Alessandro Maria Montresor

Il piccolo Alessandro Maria Montresor

Effetto Alessandro Maria, centinaia nuovi donatori di midollo osseo

Tanti eventi creati in Italia per facilitare l'iscrizione nel registro e poter aiutare il piccolo affetta da una rara malattia. A Verona, basta recarsi nel centro trasfusionale dell'ospedale più vicino

In due giorni, circa 500 persone hanno fatto la fila in piazza Sraffa a Milano per diventare donatori di midollo osseo, grazie ad Admo. E altri ancora si aggiungeranno a Napoli, Roma, Brindisi o Caserta. È l'effetto positivo di Alessandro Maria, il bimbo di un anno e mezzo affetto da linfoistiocitosi emofagocitica, una malattia molto rara. I suoi genitori, la napoletana Cristiana Console e il veronese Paolo Montresor, vivono a Londra e da lì hanno chiesto aiuto a tutti per trovare un donatore di midollo osseo compatibile con il piccolo. Per i medici, il piccolo può essere salvato se si trova un donatore entro la fine del mese di novembre. La corsa contro il tempo ha così spinto la mobilitazione e acceso la speranza. Sono stati organizzati eventi per rendere più facile l'iscrizione dei cittadini al registro di donatori di midollo osseo e la raccolta dei campioni di sangue o saliva, necessari per il test di compatibilità.

La pagina Facebook di Alessandro Maria, creata dai suoi genitori, è diventata quasi un centro di coordinamento per informare sulle iniziative organizzate in Italia. In Italia, ma non a Verona. Come scritto proprio sulla pagina Facebook: «Amici veronesi, grazie per le tantissime richieste, sappiamo che anche per voi questa storia è importante. Purtroppo non riusciamo ad organizzare degli eventi a Verona perché le istituzioni sanitarie non ci accordano il permesso». Questo però non significa che i veronesi non possono far nulla. Per diventare donatori di midollo osseo basta recarsi nel centro trasfusionale dell'ospedale più vicino. Si potrà aiutare Alessandro Maria e i tanti che come lui attendono un donatore di midollo osseo compatibile, perché come ha detto Paolo Montresor: «La nostra vicenda ha generato uno tsunami e a questo punto è importante che continui a beneficio di tutti. Chi diventa donatore, lo fa per tutti i malati».

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