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Agsm, dal bilancio 2017 alle critiche. Pd: "Abbassi le tariffe". Pasetto: "Regna la stasi"

Dopo la presentazione del bilancio 2017 di Agsm, non sono mancati gli attacchi nei confronti della gestione targata Michele Croce, in particolare da parte di esponenti dell'opposizione in Consiglio comunale, dal Pd a Bertucco: "Agsm pensi ai suoi clienti con tariffe più adeguate"

Dopo la presentazione del bilancio 2017 dell'azienda Agsm alla presenza, oltre che del presidente del gruppo Michele Croce, anche del primo cittadino di Verona Federico Sboarina, non sono mancate le repliche e i commenti da parte di esponenti dell'opposizione in consiglio comunale.

La crescita al +15,9% di Agsm con un tesoretto garantito a Palazzo Barbieri stimato in 13,5 milioni di euro, non sono infatti bastati ad evitare critiche circa la nuova gestione targata "Verona Pulita". Un primo appunto critico è stato presentato dai consiglieri del Partito democratico Federico Benini ed Elisa La Paglia, i quali in una nota spiegano:

«211.589 euro: è quanto ha speso Agsm per "sponsorizzazioni e liberalità" nel solo mese di febbraio 2018. Altro che tagli, siamo in media con i 2,5 milioni annui delle passate gestioni. In questa cifra c’è anche il contributo di 4 mila euro erogato alle Pasque Veronesi, manifestazione nostalgico-reazionaria organizzata da un gruppo politico oscurantista molto vicino alla Lega, e i 2 mila euro per sponsorizzare, sempre allo stesso gruppo politico anti-illuminista, la riproduzione della bandiera "contarina" in ricordo degli splendori premoderni della Repubblica veneziana.

Quelli che il presidente Agsm e il Sindaco di Verona presentano come soldi "in più" per strade e marciapiedi, - incalzano i consiglieri Benini e La Paglia - sono in realtà sempre i soldi dei veronesi che vengono spostati da un servizio all’altro con l’effetto di lasciare sempre la coperta troppo corta ad una estremità. Meglio sarebbe se Agsm e Comune coordinassero con maggior cura gli interventi sulle strade onde evitare, come spesso accade, che Agsm spacchi e cicatrizzi dove il Comune aveva appena asfaltato.  E ancor meglio se Agsm trovasse il tempo di pensare ai suoi clienti con tariffe più adeguate alla concorrenza del mercato e con un programma sociale che prevenga i casi di distacchi di energia e gas durante i periodi invernali ai cittadini in situazione di morosità incolpevole».

Non più tenero è stato anche il commento riservato alla presentazione del bilancio 2017 di Agsm da parte del capogruppo in consiglio di Sinistra in Comune Michele Bertucco che non ha esitato a definire l'azienda presieduta da Michele Croce il «bancomat del Comune»:

«Nulla è cambiato rispetto al passato: Agsm resta il bancomat del Comune, - scrive in una nota il consigliere Bertucco - Sindaco e Presidente Agsm si fanno i complimenti a vicenda scambiandosi i soldi dei veronesi. Con un poco più di buon gusto rispetto al tanto sbandierato "utile record" del bilancio 2017, Croce dovrebbe ammettere di aver governato l’azienda per soli 5 mesi nel 2017, da quando è stato nominato, in agosto, fino a dicembre.

Dopo aver promosso una selezione per il ruolo di nuovo direttore generale, ora ci vengono a dire che la casella verrà ricoperta dopo l’eventuale fusione con Aim Vicenza. Segno evidente che stanno brancolando nel buio. E la nuova infornata di nomine, tutte di natura politica, non aiuterà di certo ad accrescere il livello di competenza tecnica e manageriale alla guida delle diverse società del gruppo. Con Amia in rosso e tutte le scelte strategiche che sono state scansate, - conclude quindi Bertucco - se fossi in loro eviterei toni trionfalistici, e mi metterei a lavorare su fusione, nuovo direttore generale, riorganizzazione del gruppo, sblocco del project financing Amia e tutte gli altri nodi di cui i dipendenti e i cittadini attendono la risoluzione».

Qualche riserva sul tema è stata infine avanzata anche da un ex consigliere comunale dell'area tosiana come Giorgio Pasetto, oggi presidente di Area Liberal, il quale ha a sua volta sottolineato l'assenza di strategia per il futuro da parte del gruppo, in particolare per quanto riguarda l'annosa questione della fusione con Aim Vicenza:

«Bene per il risultato economico 2017 di AGSM con un utile in aumento di circa il 16%, bene anche la riduzione di costi superflui. La speranza è però quella di vedere un piano strategico 2018/2022 degno di questo nome, - spiega Giorgio Pasetto, Presidente di Area Liberal - perchè in questo momento in Agsm regna la stasi. Dalla mancata fusione con la società vicentina Aim alla mancata nomina del Direttore Generale che sa tanto di operazioni di pilotaggio politico che si stanno giocando ad un livello più alto di quello cittadino. Secondo fonti sempre più insistenti, l’assenza della figura fondamentale di un DG, sarebbe dovuta al fatto che la Lega di Salvini avrebbe già suggerito/proposto/imposto un dirigente proveniente dall’area di Milano, nello specifico da un’altra multiutility operante nei settori dell’energia, gas e servizi.

In attesa del piano strategico la partita è, quindi, molto più complicata di quanto sia emerso sinora sui giornali. Al Presidente della Partecipata veronese, Michele Croce, viene adesso presentato il conto per il "Fattore Lega" come del resto è stato fatto sinora anche con l’Amministrazione Conunale. Il fatto che la Lega di Salvini, grazie ad un populismo esasperato, - conclude quindi Pasetto - stia riscuotendo sempre più successo con l’elettorato non fa altro che indebolire la nostra città e le risorse in termini di capitale umano delle classi dirigenti veronesi. Vi sembra possibile che a Verona non si sia in grado di trovare un profilo adatto a ricoprire il ruolo operativo del Direttore Generale? Le imposizioni dall’alto della Lega si fanno sentire in termini di "nomine bloccate" o di blocco dei progetti, siano essi di ristrutturazione interna o di sviluppo industriale». 

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