AGS e i sindaci del Garda insieme per chiedere il "Contratto di Lago"

«Rivendichiamo il diritto, non più rinviabile, di partecipare insieme alle decisioni che riguardano tutta la vita del Garda. In poche parole, vogliamo partecipare alle decisioni che riguardano il futuro del nostro lago», ha spiegato Angelo Cresco

Angelo Cresco

Un vero “Contratto di Lago” per arrivare a governare con una logica condivisa e partecipata le esigenze del lago di Garda nel loro complesso. È questa la proposta che i sindaci dei Comuni gardesani della sponda veronese e i vertici di Azienda Gardesana Servizi lanciano ai colleghi sindaci bresciani, alla Provincia autonoma di Trento, a quelle di Verona e Brescia e alle Regioni Veneto e Lombardia. L’ipotesi del “Contratto di Lago”, da realizzare alla stregua dei già esistenti “Contratti di fiume”, è stata avanzata dai sindaci che, giovedì pomeriggio, si sono incontrati nella sede di Ags a Peschiera ed è stata approvata all’unanimità. Esattamente come la volontà di introdurre l’obbligo di pulizia e sanificazione della carene delle barche prima che vengano introdotte nel Garda. Le barche provenienti da altri specchi d’acqua, infatti, sono potenziali portatrici di esseri alieni, molto pericolosi per il lago, come i mitili che hanno aggredito, danneggiandola gravemente, la condotta sublacuale del collettore.

All’incontro erano presenti il presidente di AGS Angelo Cresco e i sindaci, o i rappresentanti dei Comuni di Bardolino, Brenzone, Castelnuovo del Garda, Costermano sul Garda, Garda, Lazise, Malcesine, Peschiera del Garda, San Zeno di montagna e Torri del Benaco.

«Rivendichiamo – ha detto il presidente di AGS Angelo Cresco – il diritto, non più rinviabile, di partecipare insieme alle decisioni che riguardano tutta la vita del Garda. Mi riferisco ai livelli del lago, all’immissione di acque attraverso la galleria Mori - Torbole, all’aumento dei flussi turistici, al consumo del territorio, al collettamento dei reflui e all’analisi e al monitoraggio della flora e della fauna lacustri. In poche parole, vogliamo partecipare alle decisioni che riguardano il futuro del nostro lago. Chiediamo, perciò, nel più breve tempo possibile un incontro alla direzione dell’Aipo per cominciare a gettare le basi di un ‘Contratto di Lago’ che coinvolga le Regioni Veneto e Lombardia, l’Aipo, la Provincia di Trento. La volontà è quella di arrivare a dare una risposta collettiva e far contare nelle decisioni tutti i Comuni del lago che non possono più essere spettatori assenti. Per questo ci incontreremo a breve con la Comunità del Garda e coinvolgeremo tutti i Comuni delle tre provincie che si affacciano sul lago. Per ottenere il nostro obiettivo ci vogliamo confrontare, al più presto, con la Provincia di Trento e con la Regione Veneto».

Al centro dell’incontro c’è stata anche la questione dell’utilizzo della galleria Mori – Torbole, assieme al tema del recente intervento sulla sublacuale che porta i reflui da Toscolano Maderno a Torri del Benaco. Per quanto riguarda l’apertura della galleria che collega l’Adige al Garda, c’è la ferma volontà dei sindaci di incontrare la Provincia di Trento per inserire la sua gestione nell’ambito di un modello condiviso tra i vari enti.

Per quanto riguarda la sublacuale, i sindaci hanno condiviso una proposta: «Per evitare che entità biologiche in grado di aggredire il Garda entrino nelle sue acque – ha detto il sindaco di Bardolino Ivan De Beni – è necessario che, prima di dare il permesso di immergere imbarcazioni provenienti dall’estero, si imponga ai rimessaggi una sanificazione della carena. Questo viene fatto in tutti i laghi d’Europa, ma non nel nostro. È una misura che, visti i danni provocati alla sublacuale, va assolutamente attuata».

Sulla stessa linea, il sindaco di Castelnuovo Giovanni Peretti che pone l’accento sul collettore. «I danni provocati alla condotta – ha sottolineato Peretti – indicano come sia necessario, urgente e non più procrastinabile l’intervento per togliere la sublacuale dal Garda. Chiederemo a tutti gli attori di intervenire in maniera forte, perché non c’è più possibilità di attesa per realizzare il nuovo collettore. Anche la Provincia di Trento, a volte assente, si deve rendere conto dell’attenzione che va data al lago».

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