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Aggressione coppia gay, Circolo Pink attacca: "Omofobia vicina all'amministrazione"

Non sono bastate le parole di solidarietà espresse da parte di esponenti politici della maggioranza come Bocchi (Lega) ed Adami (Battiti) a unificare la città, anzi. Dal Circolo Pink giungono duri attacchi dopo l'episodio di violenza in piazza Bra: "Dichiarazioni strumentali"

Strascichi e polemiche dopo la nuova aggressione omofoba ai danni di una coppia avvenuta a Verona in piazza Bra. Per sabato 18 agosto alle ore 16 è prevista una manifestazione pubblica in segno di vicinanza alle due persone coinvolte. Nel frattempo però, la solidarietà giunta anche da esponenti politici di maggioranza nei confronti delle vittime, non è stata accolta di buon grado da chi, come il Circolo Pink, è impegnato ogni giorno nel provare a contrastare i facili pregiudizi e le piccole o grandi forme di intolleranza e violenza che, non di rado purtroppo, ancora colpiscono quelle persone che scelgono di vivere la propria sessualità differente in modo aperto e libero. 

In particolare, in una nota polemica diramata dal Circolo Pink, vengono stigmatizzate le parole di due esponenti della Lega e di Battiti, il partito del sindaco, Laura Bocchi e Maria Filippa Adami: «Sorprendono e non poco le prese di posizione e le dichiarazioni di due esponenti della maggioranza che amministra Verona. - si legge nella nota del Pink - Laura Bocchi (Lega) e Maria Filippa Adami (Battiti) dovrebbero ricordare che se si pretende di essere contro l’omofobia e di insegnare ad altri e altre questa pratica di non discriminazione bisognerebbe non appartenere a forze politiche che quotidianamente lavorano e contribuiscono a creare un clima fortemente omofobo, razzista, sessista e fascista».

Il senso della polemica sollevata dal Circolo Pink è ben presto riassunto: non è possibile condannare ex post un episodio pur così eclatante di violenza, se ex ante troppo poco si è fatto per prevenirlo. «Le posizioni di Lega e Battiti - si legge ancora nella nota stampa - non contribuiscono certo a creare un clima di "rispetto" nei confronti delle tante diversità che a Verona convivono. Ma fanno il contrario, e le dichiarazioni rese dalle due consigliere sono solo strumentali e volte a mitigare le posizioni fortemente omofobe e razziste di questa amministrazione». 

Accuse dirette che secondo i componenti del Circolo Pink trovano fondamento nella più recente cronistoria veronese, coinvolgendo decisioni e atti politici dell'attuale amministrazione scaligera: «La violenza omofoba non è lontana da dichiarazioni, politiche e atti amministrativi che l’amministrazione veronese persegue. - spiegano ancora dal Circolo Pink - Tutto è collegato: l’insistenza sulla famiglia cosiddetta "naturale", la crociata contro il cosiddetto "gender", il braccio teso di Andrea Bacciga in aula, le mozioni contro la 194 e contro il diritto delle donne firmate dal sindaco, l’annullamento durante il Tocatì dello scorso anno di un evento che avrebbe raccontato storie gay e lesbiche all’interno della biblioteca civica sono lì dietro l’angolo, e ci ricordano solo da che parte sta questa amministrazione. Non è possibile - si conclude la nota del Pink - pensare che le loro posizioni e le loro azioni non abbiano ricadute e legami anche su quello che è accaduto ad Angelo e Andrea». 

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