Accordo tra Confindustria e l'ospedale di Negrar per i test sierologici sui lavoratori

Il Presidente Michele Bauli: «Grazie a questa firma siamo in grado di offrire uno strumento sicuro alle tante aziende che ci hanno chiesto la possibilità di effettuare i test sierologici»

Laboratorio analisi dell'ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar

Confindustria Verona ha siglato con l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), un accordo riservato alle aziende associate, per l’esecuzione dei test sierologici effettuati con i metodi più affidabili per rilevazione di eventuali anticorpi diretti contro Sars-CoV-2. Grazie a questa firma le imprese potranno contare sul servizio di consulenza dell’IRCCS ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, ospedale classificato e presidio ospedaliero accreditato dalla Regione Veneto, che mette a disposizione il proprio know-how e le proprie competenze diversificate in relazione al virus per supportare le aziende e affiancarle anche nella gestione di eventuali casi positivi che saranno inseriti nell’iter dei protocolli sanitari.

Sono già venti le aziende che hanno manifestato la volontà di attivare l’accordo e mettere a disposizione dei propri lavoratori, che lo desiderino, la possibilità di effettuare il test sierologico. Questo accordo è uno dei tasselli della collaborazione fra Confindustria Verona e Ospedale di Negrar. Esso prevede anche, attraverso il Centro di Medicina dei viaggi del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali, un supporto per informare le Aziende, che operano all'estero o inviano sempre più frequentemente i propri dipendenti presso clienti o fornitori stranieri, sulle cautele ed iniziative da mettere in campo al fine di tutelarne la salute e gestire eventuali rischi sanitari.

«Questo accordo fa parte delle tante iniziative che abbiamo attivato in questo periodo a favore delle imprese per far fronte all'emergenza a tutto campo dal punto di vista della salute, del lavoro e della finanza. - spiega Michele Bauli Presidente di Confindustria Verona - Grazie a questa firma siamo in grado di offrire uno strumento sicuro alle tante aziende che ci hanno chiesto la possibilità di effettuare i test sierologici in un momento in cui è forte per imprese e persone il bisogno di sicurezza e tranquillità. Un'iniziativa che nasce da lontano e che ci vede da tempo dialogare con l'IRCCS di Negrar per affiancare le imprese in diverse attività mettendo a fattore comune le eccellenze del territorio si potenzia la forza di entrambi a favore di tutti».

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Michele Bauli Presidente di Confindustria Verona

«Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’attivazione di una partnership strategica con Confindustria Verona che conferma ancora una volta il legame profondo tra il nostro ospedale e il territorio veronese - afferma il dottore Claudio Cracco, direttore amministrativo dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria - Siamo lieti di avere l’opportunità di mettere a disposizione la nostra esperienza in campo sanitario e di ricerca a favore della ripresa del tessuto economico della nostra provincia, dopo essere stati impegnati fortemente per contrastare la pandemia da Covid-19. Una ripresa che non può prescindere dalla sicurezza e dalla serenità dei lavoratori. I test sierologici e la consulenza in ambito infettivologico che saranno effettuati dall’IRCCS di Negrar per le aziende vanno sicuramente in questo senso».

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«I test sierologici hanno come obiettivo la ricerca degli anticorpi specifici anti Sars-CoV-2 nel sangue. Sono molto utili a fini epidemiologici o per sapere, con un semplice prelievo di sangue, se una persona è venuta in contatto con il virus - spiega il dottor Federico Gobbi, infettivologo dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria - I test eseguiti sui dipendenti delle aziende sono test sierologici di laboratorio quantitativi (quindi non rapidi) con metodo Elisa o Clia per la rilevazione degli anticorpi della fase acuta dell’infezione (IgA/IgM) o/e quelli della fase successiva (IgG). La loro attendibilità (specificità e sensibilità) per quanto riguarda gli anticorpi IgG è di oltre il 90%. Se sono presenti tali anticorpi significa che il soggetto è venuto a contatto con il virus e potrebbe essere protetto da un’eventuale nuova infezione. Il condizionale è d’obbligo: perché gli studi scientifici non hanno dato finora evidenza della durata dell’immunità. Usando una metafora possiamo dire che mentre il tampone per la ricerca dell’RNA del virus è una fotografia istantanea sull’infezione, i test sierologici raccontano la storia della persona per quanto riguarda il Covid-19».

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