Patto tra agricoltori e cacciatori per una relazione sostenibile con l'ambiente

Coldiretti e Federcaccia Verona hanno firmato un protocollo per la gestione delle risorse naturali, per collaborare ad iniziative di carattere ecologico, per vigilare sul territorio e tutelare il paesaggio agrario

Salvagno e Salvelli

Insieme per la gestione delle risorse naturali, per collaborare ad iniziative di carattere ecologico, per vigilare sul territorio, per tutelare il paesaggio agrario. È quanto prevede il protocollo siglato da Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona, e Alessandro Salvelli, presidente provinciale di Federcaccia.
Alla firma dell'accordo era presente anche il direttore di Coldiretti Verona Giuseppe Ruffini.
L'accordo rappresenta un'importante intesa tra due associazioni impegnate a trovare soluzioni che uniscano agricoltori e cacciatori in una relazione sostenibile con l'ambiente. Nel veronese i cacciatori sono circa 6.800 di cui 3.000 iscritti a Federcaccia.

Molti i fattori di interesse comune come il monitoraggio della fauna selvatica, il rispetto delle prassi agronomiche, la prevenzione del bracconaggio, degli incendi, in un'ottica di reciprocità per il ruolo di sentinelle rivestito da entrambe le figure professionali. Il rapporto tra caccia e agricoltura, precisa il protocollo d'intesa, afferisce a un unico ambito: la gestione del territorio rurale, con i conseguenti benefici per l’attività venatoria e quella agricola, anche in rapporto al tema della tutela dell’ambiente salvaguardando la biodiversità attraverso la ricostituzione di habitat, il presidio del territorio e delle stesse coltivazioni, con innegabili vantaggi generali al paesaggio agrario, forestale, idrogeologico ed alla fauna.

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«La firma di questo protocollo è particolarmente importante - commenta Salvagno - in quanto, effettivamente, si pongono le basi, anche a livello provinciale, per un'attività che sicuramente proseguirà nel tempo, per la tutela del territorio e delle aziende agricole dalla fauna selvatica e dai grandi predatori. La fauna selvatica causa danni consistenti in pianura come in montagna dove il rischio principale sono il ruscellamento e lo smottamento dei pascoli scoscesi. Questo fenomeno a lungo andare comporta gravissimi danni idrogeologici anche a valle con piene improvvise e altri fenomeni dannosi per gli insediamenti, oltre che per l'ambiente. L'equilibrio del numero di selvatici in montagna è quindi fondamentale per la salvaguardia del sistema montano stesso e di tutto il territorio. L'opera dei cacciatori si affianca pertanto a quella degli allevatori nel mantenimento e nella valorizzazione del territorio montano e in genere nella salvaguardia dell'ambiente».
Nel programma delle azioni previste, in un’ottica di sviluppo delle conoscenze, di formazione ed educazione pubblica, rientra lo sviluppo di iniziative di carattere sociologico, storico culturale, divulgative e legislative.
Soddisfatto Salvelli: «intendiamo dar seguito, con Coldiretti Verona, al protocollo già siglato a livello regionale. Con questa iniziativa vogliamo affrontare seriamente ed efficacemente il problema delle specie nocive, attraverso soluzioni concrete e risolutive. Saremo in grado di organizzare e partecipare a incontri sul territorio e a tutte le iniziative che per effetto della sottoscrizione saranno poste in essere. Il nostro corpo di vigilanza volontaria sarà sempre più attento all’uso corretto delle aree agricole da parte dei cacciatori».

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