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Don Corradi durante il processo che si è tenuto in Argentina

Don Corradi durante il processo che si è tenuto in Argentina

Presuti abusi al Provolo, l'Associazione ringrazia Businarolo e si appella ai veronesi

«Il Suo intervento squarcia il silenzio politico ancora oggi steso su questa ferita aperta, tra le più laceranti mai conosciute dalla città di Verona», riferisce l'Associazione Sordi “Antonio Provolo” – ONLUS

Dopo la pena di 42 anni inflitta da un tribunale argentino a don Nicola Corradi, per gli abusi sessuali su bambini disabili affidati all'istituto Provolo di Lujàn de Cuyo, era arrivata la richiesta di Francesca Businarolo, Presidente della Commissione Giustizia della Camera, che si era rivolta al Vescovo Zenti e alle autorità ecclesiastiche cittadine, affinché chiedano scusa alle presunte vittime dell'istituto situato a Verona. 
Numerose infatti le denunce di ex alunni del Provolo per presunti abusi subiti durante la loro permanenza, alcuni dei quali avevano fatto il nome dello stesso Corradi. 

Sono arrivati i così i ringraziamenti dell'Associazione Sordi “Antonio Provolo” – ONLUS, con una nota firmata dal presidente Giorgio Dalla Bernardina, che chiede appoggio alla stessa popolazione veronese. 

Quale Associazione che rappresenta le vittime di tali atroci violenze, che da circa 15 anni combattono per ottenere verità e giustizia, ringraziamo sentitamente l'On. Businarolo, la quale ha già dimostrato di avere a cuore la vicenda, da rappresentante delle Istituzioni e da cittadina veronese: il Suo intervento squarcia il silenzio politico ancora oggi steso su questa ferita aperta, tra le più laceranti mai conosciute dalla città di Verona.

Con riferimento alle circostanze di cui trattasi, precisiamo quanto segue:

  • gli abusi ci sono stati: sono stati riconosciuti, ammessi e confessati;
  • le vittime non hanno mai ricevuto alcun tipo di aiuto e/o supporto dalla Chiesa;
  • le vittime hanno avanzato numerose richieste di risarcimento alla Chiesa per i danni causati dagli abusi ma nessuno Le ha mai degnate di una risposta.

Ad oggi, visto il totale disinteressamento della Chiesa alle richieste delle vittime, non ci sono i presupposti per accettare qualsiasi Loro scusa perché quanto accaduto all'Istituto Provolo è troppo grave per essere chiuso con semplici parole di comodo.

In attesa che la Chiesa intenda accogliere le istanze dei sopravvissuti affinché questa ferita venga definitivamente curata, invitiamo tutta la cittadinanza veronese ad appoggiare la nostra battaglia, per ottenere la giustizia che a chi ha subito tali atrocità non deve e non può, mai, essere negata.

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