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Per l'Ingv quello di Salizzole è il terremoto più forte con epicentro nel Veronese dal 1907

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha pubblicato un approfondimento sulle scosse avvertite nel pomeriggio di martedì 29 dicembre 2020 nella provincia scaligera

Bisogna risalire al 25 aprile 1907 per trovare un altro episodio sismico con epicentro Veronese, più forte di quello avvertito a Salizzole nel pomeriggio di martedì 29 dicembre
A sostenerlo è l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'Ingv, che ha pubblicato un approfondimento sui terremoti avvenuti nella provincia scaligera. Sono tre le scosse che si sono verificate nella zona, dopo quelle di entità notevolmente superiore che hanno distrutto il centro di Petrnja, in Croazia: la prima è stata registrata alle 14.02, con epicentro a 2 chilometri ad ovest dal paese e ad 11di profondità, con una magnitudo di 3.4; la seconda è avvenuta alle 14.44, 1 chilometro a sud ovest e a 18 di profondità, con una magnitudo di 2.8; la terza, la più forte, si è verificata alla 15.36, a 3 chilometri ad ovest di Salizzole e a 9 di profonidità, con una magnitudo di 4.4. 

«In base al modello di pericolosità per il territorio nazionale - scrive l'Ingv -, la pericolosità sismica di questa area è considerata media. Terremoti anche più forti di quello avvenuto oggi sono possibili per quanto la probabilità che si verifichino, ovvero la frequenza, non è particolarmente alta. Dalla mappa si nota come la pericolosità aumenti sensibilmente verso nord-est proprio nella zona epicentrale dei terremoti del 1976 in Friuli».

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Localizzazione dell’evento sismico (stella bianca) di magnitudo ML 4.4 sovrapposta alla mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale.

L'Istituto poi spiega che il terremoto «è avvenuto in un’area la cui sismicità, così come rappresentata dal catalogo parametrico più recente (CPTI15), è relativamente moderata. In un raggio di 25 km dalla localizzazione di questo terremoto sono noti una decina di terremoti, di energia relativamente moderata [Mw <5], primo fra tutti quello del 25 aprile 1907 [Mw 4.8] – localizzato a pochi chilometri dal terremoto odierno -, che produsse danni molto leggeri in diverse località dell’area compresa la stessa Verona».

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La sismicità storica nell’area estratta dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15).

Decisamente più lontano nella storia, ma più prossimo al luogo un cui è avvenuto quello di martedì e più importante per la storia sismica italiana, è il terremoto del «3 gennaio 1117, di Mw stimata 6.5. Pur trattandosi di un terremoto tanto antico, il lavoro lungo e approfondito di storici sismologi, archeologi e storici dell’arte ha consentito la ricostruzione degli effetti su un’area molto estesa e per più di 50 località. Per le caratteristiche delle informazioni disponibili la localizzazione di questo evento è comprensibilmente molto incerta, così come l’individuazione geologica della faglia (o delle faglie) responsabile di questo grande terremoto».

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La sismicità storica nell’area estratta dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15).

«Guardando la storia sismica di Verona (DBMI15) - prosegue l'Ingv -, cioè le intensità prodotte dai vari terremoti e per i quali si ha l’informazione puntuale sulla località, si nota che solo in un caso si è verificata un’intensità pari al IX grado MCS a Verona, in occasione del terremoto del 1117 di magnitudo 6.5. Intensità pari al VI o al VI-VII grado MCS a Verona sono state prodotte da molti altri terremoti come si evince dalla sua storia sismica».

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La storia sismica di Verona dall’anno 1000 al 2017.

L'Ingv ripercorre poi gli ultimi 35 anni: «Nel periodo recente, dal 1985 a oggi, la regione è stata interessata da una sismicità moderata: si sono verificati 3 terremoti di magnitudo pari o superiore a 3.0 (oltre ai due eventi di oggi) e circa 40 di magnitudo pari o superiore a 2.0 in un raggio di 30 km attorno all’epicentro odierno».

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La sismicità nell’area dal 1985 ad oggi.

«La mappa di scuotimento calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC mostra dei livelli di scuotimento fino al V-VI grado MCS».

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ShakeMap (mappa di scuotimento) espressa in intensità strumentale (scala di intensità Mercalli-Cancani-Sieberg, MCS), determinata utilizzando i dati della Rete Sismica Nazionale dell’INGV e quelli della Rete Accelerometrica Nazionale del DPC. La stella rappresenta l’epicentro.

«Il terremoto è stato risentito ampiamente in Veneto e in gran parte della Pianura Padana, in Lombardia ed Emilia Romagna, ed anche in alcune zone del Trentino, come si evince dai dati raccolti dal questionario di “Hai sentito il terremoto?”: i risentimenti stimati, al momento, fino al V grado MCS. La mappa aggiornata è disponibile sul sito di “Hai sentito il terremoto?».

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Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo (ML), profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

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