Dubbi e paure sulla tecnologia 5G: «Un tema che va affrontato al più presto»

Il 6 marzo, dalle 14.30 alle 16.30, nella sede dell'Ordine degli Ingegneri di Verona di via Santa Teresa, si svolgerà un focus incentrato proprio su questo delicato tema, sul quale anche i politici chiedono maggiore chiarezza

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Le richieste di installazione delle antenne per la nuova tecnologia 5G, che stanno arrivando nella nostra come in altre città, stanno portando a galla nuove e diffuse paure. Simili, del resto, a quelle emerse con le tecnologie GSM nei primi anni ’90.

Per questo l’Ordine degli Ingegneri di Verona ha deciso di aprire la rassegna Open, rivolta al territorio e ai cittadini, proprio con un focus su questo delicato e dibattuto tema.
Il 6 marzo, dalle 14.30 alle 16.30, la sede dell’Ordine in via Santa Teresa, aprirà le porte a un seminario organizzato dall’ingegnere Carlo Beghini, responsabile scientifico e Consigliere dell’Ordine di Verona, per dare voce a esperti dell’Università, dell’Arpav, l’agenzia veneta preposta alla prevenzione e controllo ambientale sul territorio e al controllo del rispetto dei limiti imposti dalla legge, dell’Ulss e della Fub, la Fondazione Ugo Bordoni, consulente del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.

«L’obiettivo è offrire una panoramica il più possibile esaustiva e scientifica sulla novità tecnologica, fornendo strumenti di conoscenza su qualcosa non ben conosciuto», evidenzia il presidente dell’Ordine, Andrea Falsirollo. «Molte amministrazioni, anche venete, non sanno come porsi di fronte alle richieste avanzate dagli operatori per poter avere libero accesso alle installazioni e se la nostra città, lo scorso marzo, ha detto sì alla Tim, siglando il primo accordo nel Nord Est per sperimentare le applicazioni, su mezzi pubblici, parcheggi e il futuro filobus, con l’intenzione di rendere Verona sempre più una "smart city", c’è chi, come Mario Conte, sindaco di Treviso e da novembre presidente dell’Anci Veneto, è determinato a non prendere alcun provvedimento fino a quando non si esprimeranno Arpav e Usl. Per questo ci tengo a invitare personalmente sia lui che i rappresentanti veronesi del Consiglio di Anci Veneto all’evento, aperto ovviamente a tutti gli amministratori locali e in generale a chiunque sia interessato ad approfondire o a confrontarsi sulla questione».

In un’intervista uscita martedì 14 gennaio su Vvox, Conte ha tranquillizzato i colleghi sindaci di Comuni di Camponogara, Cinto Euganeo e Gambugliano che temono di poter essere «cavie della sperimentazione», e invitato tutti a fare attenzione sulle fake news che girano sui social network, per evitare che si crei «un terrorismo mediatico incredibile».

«Nell’ottobre del 2018 il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato i dettagli sulla gara per l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze per il 5G, che ha portato nelle sue casse circa 6.5 miliardi di euro, pari a una finanziaria», evidenzia Beghini. «I Comuni sono gli enti più prossimi al territorio ed è naturale che siano anche i più esposti a eventuali contestazioni e richieste di chiarimenti.
Nel convegno del 6 marzo non si parlerà tanto della gestione ma si cercherà piuttosto, tramite fonti qualificate, di capire quali siano le garanzie e i limiti da rispettare nella progettazione degli impianti di telecomunicazione, come stabilito dai principi di prevenzione. È comprensibile che le persone abbiano remore su qualcosa di sconosciuto, specie quando entrano in campo termini come “radiazione elettromagnetica” che, pur suonando come allarmanti, in realtà hanno la stessa natura della luce. Puntiamo quindi a far conoscere un po’ di più la materia avvalendoci di fonti qualificate, e dando spazio a un incontro con esperti e professionisti del settore».

LA POLITICA - E proprio dalla politica arrivano le richieste di una maggiore chiarezza sull'argomento. Massimo Giorgetti, Vice Presidente del Consiglio regionale veneto ed esponente di Fratelli d’Italia, ha dichiarato: «Questo è un tema assolutamente attuale e va affrontato al più presto perché ne va della salute dei cittadini. Di questa nuova tecnologia 5G, ad oggi, non sappiamo nulla e non ci sono valutazioni oggettive ed adeguate da parte degli enti preposti che possano certificare quale tipo di impatto possono avere sul territorio e sull’ambiente, ma soprattutto sugli uomini!
I sindaci, che sono anche autorità sanitarie, e gli amministratori locali devono essere messi nelle condizioni di rilasciare delle autorizzazioni sicuri che non ci sia una ricaduta negativa sulla salute di ognuno di noi. Conoscenze e condizioni che però allo stato attuale non sussistono. È fondamentale quindi capirne l’impatto sul territorio sia dal punto di vista prettamente tecnologico, ma soprattutto della salute, è necessario capire i danni che possono provocare alle persone. Da parte mia c’è pieno sostegno su questo fronte. Ho deciso quindi di presentare un’interrogazione in Consiglio regionale, indirizzata proprio ad Arpa, per sapere lo stato dell’arte e quanto sappiamo realmente sui rischi di questa nuova tecnologia».

«Un plauso al Presidente Mario Conte – ha affermato il sindaco di Brenzone e componente dell’Anci regionale Davide Benedetti – per aver posto il tema. Io stesso da sindaco ho le medesime perplessità e come Anci Regionale dobbiamo far fronte comune per richiedere rassicurazioni e risolvere questo impasse attraverso il coinvolgimento degli enti certificatori».

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«Mi attiverò – conclude la componente del Anci nazionale Serena Cubico – affinché questo problema arrivi sul tavolo nazionale dell’Anci perché interessa tutte le amministrazioni locali che sono o saranno coinvolte direttamente nelle autorizzazioni da rilasciare. Noi sindaci abbiamo il dovere di mettere al primo posto la salute dei nostri cittadini, ma dobbiamo avere gli strumenti per poterla tutelare. Oggi più che mai serve chiarezza».

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