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Teatro Nuovo - Immagine di repertorio

Teatro Nuovo - Immagine di repertorio

Quasi 30 mila presenze per la stagione 2018/2019 del Grande Teatro

La rassegna organizzata dal Comune e dal Teatro Stabile di Verona si è conclusa domenica 17 marzo e ha visto un incremento del 7.3 % rispetto alle presenze dello scorso anno

Si è conclusa, domenica 17 marzo con Winston vs Churchill, la trentatreesima edizione del Grande Teatro, rassegna organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile di Verona con Unicredit come main partner e con l’azienda vinicola Santi come official partner. La rassegna si è anche avvalsa del contributo di Agsm.

Importante il successo di questa edizione 2018-19 che ha fatto registrare – nell’arco delle 48 rappresentazioni – 29.153 presenze: 1.973 in più rispetto all’anno scorso, pari a un incremento del 7,3%. Un incremento sia della quota abbonati (181 in più rispetto alla passata edizione), sia delle presenze da sbigliettamento (528 in più). Lo spettacolo col più alto numero di spettatori (4.189) è stato La notte poco prima delle foreste. A seguire, nelle prime posizioni, Don Chisciotte (3.987), Winston vs Churchill (3.971) e La guerra dei Roses (3.777).

Nel teatro non sono soltanto i numeri a determinare il successo di un evento. Gli ottimi risultati conseguiti dal Grande Teatro 2018-19 sono ancora più evidenti se visti nella globalità delle proposte, nella loro eterogeneità che ha felicemente esaltato i diversi modi di intendere il teatro: da quello puro, di parola, di Copenaghen con tre “mostri sacri” quali Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, a quello onirico e altamente spettacolare di Don Chisciotte con gli applauditissimi Alessio Boni e Serra Yilmaz. Dal teatro monologante e che “colpisce al cuore” della Notte poco prima delle foreste con uno strepitoso Pierfrancesco Favino a quello goldoniano della Locandiera (protagonista una brillante Amanda Sandrelli), un teatro solo in apparenza rassicurante, in realtà severo fustigatore delle banalità umane. Dal teatro molto connotato letterariamente dei Miserabili con un grande Franco Branciaroli a quello volutamente iperbolico della Guerra dei Roses (con l’applaudita coppia Ambra Angiolini - Matteo Cremon) dove le diatribe tra coniugi sono paragonate a una delle più sanguinose guerre fratricide della storia inglese, la Guerra delle due Rose. Dal teatro “raro”, poco rappresentato, di Oscar Wilde di cui è stato proposto Salomè con due grandi protagonisti (Eros Pagni e Gaia Aprea) a quello tendenzialmente “naturalistico” di Winston vs Churchill con un Giuseppe Battiston che ha regalato al pubblico una grandissima prova attorale.

Molto apprezzati sono stati gli incontri con gli attori. A tutti (ad eccezione di quello con Battiston saltato per improvvisi impegni dell’attore) ha partecipato un pubblico numeroso, sempre particolarmente interessato, sempre propenso a rivolgere domande agli interpreti e ad analizzare, insieme a loro, lo spettacolo.

«Il successo riscontrato – dichiara l’assessore alla Cultura Francesca Briani – non solo gratifica il lavoro svolto ma dimostra anche l’alta qualità di una proposta culturale che ha saputo raggiungere, e soddisfare, un pubblico diversificato nei gusti e nelle fasce di età. Una rassegna che, dal 1986, è cresciuta negli anni facendo annoverare Verona tra le città teatralmente più vitali a livello nazionale. Impossibile nominare tutti i registi e gli attori che negli anni sono stati inseriti nel cartellone del Grande Teatro, alcuni di fama internazionale».

«L’edizione 2018-19 – le fa eco Gian Paolo Savorelli – si è rivelata vincente col suo avere proposto quattro “classici” (due di puro teatro e due di narrativa adattati al teatro) e quattro opere di autori contemporanei: dal testo di Koltès del 1977 a quello di Adler del 1981, da Copenaghen del 1998 a Winston vs Churchill di Carlo Gabardini tratto dal libro Churchill, il vizio della democrazia appena uscito. Tutt’altro che antitetici fra loro, i due filoni proposti quest’anno hanno attestato la vitalità del teatro, il desiderio di attori, registi, produttori e autori, di percorrere sempre più spesso strade nuove».

Molto soddisfatto anche Paolo Valerio, direttore del Teatro Stabile di Verona: «Con questo programma siamo riusciti, insieme al Comune di Verona, a selezionare proposte di grande qualità, confermandoci così partner culturali per la città e per il suo territorio. Status che l’importante promozione del Teatro Stabile di Verona a “Centro di Produzione Teatrale” – giunta lo scorso luglio dal Ministero – legittima ulteriormente e fa della nostra città una delle realtà teatralmente più attive e apprezzate in Italia».

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