Dottoressa Tacconelli dell'Aoui di Verona: «Ecco le terapie anti-Covid»

La professoressa è stata ospite del consueto aggiornamento del presidente del Veneto Luca Zaia sull'emergenza coronavirus ed ha spiegato alcuni studi clinici portati avanti per combattere la malattia

 

Ha avuto un ospite importante l'appuntamento di oggi, 25 maggio, organizzato dal presidente del Veneto Luca Zaia per informare i cittadini sull'avanzamento dell'emergenza coronavirus in regione. Oltre a Zaia, oggi era presente anche la dottoressa Evelina Tacconelli, professoressa ordinaria di malattie infettive nella scuola di medicina e direttrice della clinica delle malattie infettive dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. «Ha maturato una grande esperienza nelle cure per il Covid, anche quelle sperimentali», ha dichiarato il presidente regionale perlando della dottoressa Tacconelli».

Prima di cedere il microfono alla professoressa, Zaia ha letto gli ultimi dati a disposizione della Regione Veneto sulla diffusione del coronavirus nel territorio. «È dal 10 aprile che abbiamo dati positivo - è stato il commento di Luca Zaia - Stiamo guardando con attenzione quello che accadrà in questi giorni, anche perché giovedì saranno ormai passati 10 giorni dalle aperture concesse il 18 maggio. Guardiamo con attenzione ma anche preoccupazione e procederemo con la massima cautela perché il pericolo non è finito».

La notizia del giorno è stata poi la richiesta che verrà avanzata dal presidente del Coni Giovanni Malagò di spostare i Mondiali di Sci di Cortina del 2021 al 2022. Una proposta appoggiata anche dal presidente del Veneto. «Penso che lo spostamento sia la soluzione migliore - ha detto Zaia - Non sarebbe giusto svolgere l'evento senza il pubblico per il rischio di nuove reinfezioni. Inoltre, sarebbe positivo per noi anche in vista delle Olimpiadi invernali del 2026».

Dopo le domande al presidente Zaia da parte dei giornalisti, la professoressa Tacconelli si è seduta al centro della scena e ha fatto il punto della situazione su come si sta affrontando Covid-19 in Veneto. «Le terapie sperimentali, che si effettuano solo ed esclusivamente in studi clinici, ci hanno permesso di capire che questa malattia è diversa da quella che ci aspettavamo all'inizio ed è diversa da una normale influenza - ha dichiarato al dottoressa Evelina Tacconelli - È una malattia a fasi e con problematiche su più organi, quindi non solo i polmoni, ma anche il cuore, il midollo osseo ed altri. A Verona stiamo svolgendo più di 25 studi su Covid-19, oltre al co-coordinamento di altri 4 studi clinici multicentrici in Italia. Grazie a questi studi abbiamo scoperto che la terapia può essere diversificata con farmaci diversi. Ad esempio, coordiniamo uno studio dell'Oms a Verona che ci offre la possibilità di usare degli antivirali, tra cui è incluso il Remdesivir, insieme all'interferone, in pazienti che si trovano in una fase iniziale della malattia. Con l'ospedale Sacco di Milano, poi, coordiniamo un altro studio che per la prima volta unisce un antivirale e gli immunomodulatori, così da poter combattere il virus e abbassare le difese dell'organismo per evitare una iperreazione. Ma lo studio più interessante di tutti ci permette di approcciare alla malattia in un modo nuovo e cioè a domicilio, quindi cerchiamo di portare la terapia a casa del paziente il più presto possibile. Questo studio comincerà domani ed includerà anche Avigan». 

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