Zaia onora i medici che sostituirono i colleghi malati a Vo' Euganeo

Mariateresa Gallea, Luca Sostini e Paolo Simonato, dopo il cavalierato al merito della Repubblica ricevuto da Mattarella, sono stati ospitati anche dal presidente del Veneto

 

Oggi, 21 giugno, Luca Zaia non è stato il protagonista dell'appuntamento che lui stesso tiene ogni giorno per informare i cittadini sull'emergenza coronavirus. Il presidente del Veneto ha lasciato la ribalta agli ospiti che aveva invitato, i quali si sono alternati ai microfoni. I nomi degli ospiti sono Mariateresa Gallea, Luca Sostini e Paolo Simonato. Sono tre medici padovani che hanno ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica, perché volontariamente scelsero di entra nella zona rossa di Vo' Euganeo per sostituire i colleghi che erano stati messi in quarantena a causa del virus.

Dopo la lettura del bollettino di oggi, Zaia ha confermato quanto annunciato nei giorni scorsi, ovverso che domani, 22 giugno, dovrebbe essere il giorno delle nuove linee guida per rendere più agevole la riapertura delle case di riposo, «e se ci riusciamo introdurremo anche delle novità per il trasporto privato e per quello pubblico», ha aggiunto il presidente del Veneto.

Zaia si è fatto, poi, da parte per lasciar parlare i tre nuovi Cavalieri al merito della Repubblica, presentandoli così: «Giovani medici che si occupavano delle guardie mediche, che hanno risposto subito alla chiamata, quando c'è stato bisogno di loro. Tutti e tre sono andati a Vo' a sostituire colleghi che si erano ammalati».

La prima a parlare è stata Mariateresa Gallea: «Sono passati esattamente quattro mesi da quando tutto è cominciato - ha detto - Per noi medici della continuità assistenziale, quei primi giorni sono stati molto intensi perché l'ospedale di Schiavonia era stato chiuso e noi abbiamo aiutato tutti quei cittadini che magari nei giorni precedenti erano stati in quell'ospedale e non sapevano cosa fare. Poi si è posto il problema dei tre medici di famiglia di Vo' che erano stati posti in isolamento. Era domenica e, il giorno dopo, qualcuno avrebbe dovuto aprire i loro studi per due settimane. Abbiamo riflettuto un po' e abbiamo avuto la garanzia che avremmo avuto tutti i dispositivi di protezione necessari e abbiamo dato la nostra disponibilità. Noi siamo stati i primi e per questo abbiamo avuto più visibilità, ma in tutti questi mesi e ancora oggi ci sono altri colleghi che si sono resi disponibili per coprire in emergenza i vari medici che nel tempo sono stati messi in isolamento perché entrati in contatto con pazienti positivi al virus. Noi abbiamo avuto un riconoscimento, ma non siamo stati gli unici».
Poi ha preso la parola Luca Sostini: «Non è stato facile perché io durante l'emergenza ho continuato a gestire anche il mio studio medico nel territorio comunale vicino di Cinto Euganeo. E quindi ringrazio chi mi ha aiutato a fornire assistenza in un momento in cui nessuno si poteva immaginare il contesto in cui ci saremmo dovuti trovare».
Infine, Paolo Simonato: «La nostra difficoltà principale è stata che all'epoca il virus non si conosceva e non circolavano informazione né dal punto di vista scientifico né dal punto di vista terapeutico. Abbiamo dovuto reinventare e riorganizzare l'assetto ambulatoriale dei colleghi che abbiamo sostituito. Non potevamo più garantire l'accesso diretto all'ambulatorio e abbiamo cercato di lavorare in "tele-medicina", fornendo i nostri recapiti alla popolazione. L'accesso all'ambulatorio veniva comunque garantito a determinati pazienti che, muniti di mascherine e guanti, venivano visitati. E abbiamo anche seguito a domicilio dei pazienti positivi al coronavirus».

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