Luca Zaia: «Abbiamo ottimizzato il metodo per analizzare i tamponi»

La novità è stata presentata dal dottor Roberto Rigoli ed è il frutto della collaborazione di tutte le microbiologie della regione

 

Oggi, 20 maggio, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha avuto un ospite nel suo aggiornamento quotidiano sull'emergenza coronavirus. Oltre agli assessori Manuela Lanzarin e Gianpaolo Bottacin, Zaia ha avuto alla sua destra il dottor Roberto Rigoli, vicepresidente nazionale dell'associazione microbiologi e primario della microbiologia di Treviso, per presentare un nuovo metodo collaudato in Veneto per l'analisi dei tamponi. Una presentazione avvenuta dopo la lettura dei dati salienti sulla presenza di Covid-19 in regione e sulle donazioni fatte dai cittadini proprio per aiutare l'ente regionale nella lotto contro il virus. «I donatori sono saliti a 38.211 e l'ammontare delle loro donazioni ha raggiunto i 57 milioni mezzo», ha dichiarato Zaia, che ha voluto sottolineare anche due donazioni veronesi: il Comune di Minerbe ha donato 100 chili di riso vialone nano, mentre Bauli ha donato 100 bancali di dolci, che saranno distribuiti agli operatori della sanità regionale.

Insieme al dottor Rigoli, Zaia ha poi spiegato la nuova modalità con cui vengono esaminati i tamponi prelevati in tutto il Veneto. In sostanza, invece di analizzarli uno per uno, il liquido di cinque o di dieci tamponi viene inserito in un'unica provetta. Se questa provetta risulterà positiva al test, significa che tra i cinque o dieci tamponi ce n'è almeno uno positivo. Ma se questa provetta risulterà negativa, non ci sarà bisogno di analizzare i cinque o i dieci tamponi uno per uno, perché saranno tutti negativi. «Questo metodo funziona adesso perché abbiamo raggiunto un'incidenza del virus molto bassa ed in questo modo risolviamo il fattore limitante della macchina che analizza una provetta per volta - ha spiegato Zaia - In questo modo possiamo fare anche dieci analisi con una sola provetta». E il dottor Rigoli ha aggiunto: «Questo è frutto di tutte le microbiologie del Veneto. L'idea è nata dalla crescita del numero di tamponi che vengono prelevati ogni giorno e dalle macchine che non sono abituate per lavorare così tanto. Abbiamo preso in prestito questa procedura che solitamente viene fatta per le analisi del sangue, l'abbiamo testata prima su duemila pazienti, poi su quattromila e adesso abbiamo raggiunto i cinquemila. Ed ha funzionato bene. Adesso siamo entrati in una seconda fase, in cui tutta la procedura viene automatizzata e quindi tutto viene tracciato e tenuto sotto controllo».

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