Zaia: «In Veneto ci sono 22 focolai: 13 privati e 9 in case di riposo»

Sono dati annunciati dal presidente regionale, in aggiunta a quelli del bollettino giornaliero sull'emergenza coronavirus

 

Dopo un fine settimana di sosta, il presidente del Veneto Luca Zaia è tornato oggi, 29 giugno, a tenere il consueto aggiornamento sull'emergenza coronavirus in regione. E dopo il presidente ha preso la parola anche l'assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari per presentare l'accordo di programma per il rilancio culturale del Veneto.

È vero che nel fine settimana Zaia non ha tenuto l'aggiornamento, ma lui è stato "aggiornato" attraverso le tante segnalazioni dei cittadini sugli assembramenti che si sono formati in spiagge e in altri luoghi di ritrovo per giovani e meno giovani. «La maggioranza dei cittadini è quella silenziosa ed è quella che rispetta le regole e ci chiede il rispetto delle regole - ha commentato il presidente regionale - Noi siamo preoccupati perché si mette a repentaglio un grande lavoro. Ormai le regole sono davvero poche e quindi chiedo a tutti di impegnarsi».

Ma oltre al solito bollettino giornaliero, Zaia ha letto alcuni dati aggiuntivi sui focolai in Veneto. «Ce ne sono 22 - ha dichiarato Zaia - Ma dalla settimana del 25 maggio sono sempre calati. Era 132 nell'ultima settimana di maggio, poi sono scesi a 75 nella settimana successiva, 56 in quella dopo, poi 35 e infine 22 in questa settimana. Quindi è falso dire che i focolai sono aumentati. Dei 22 focolai attualmente presenti, 13 sono privati e 9 in strutture per anziani. E nelle strutture per anziani la situazione è di remissione del virus quasi totale, ma comunque continueremo con i test. Noi sottoponiamo tutti gli ospiti e gli operatori delle case di riposo a test ogni 20 giorni e continueremo a farlo anche se ci è stato indicato che potevamo svolgerli ogni 30 giorni».

Inoltre, Luca Zaia ha annunciato che sono state date disposizioni per svolgere il test a tampone gratuito per tutte le badanti che arrivano in Veneto. 

E infine Cristiano Corazzari ha presentato un accordo da oltre mezzo milione di euro per il rilancio culturale del Veneto. Un accordo che coinvolge quattro istituzioni culturali: il teatro comunale di Vicenza, il teatro stabile del Veneto, il circuito Arteven e la Fita. «La Regione si pone come coordinatore per mettere insieme le energie del nostro sistema culturale, cercando di costruire un sistema di rete che aiuti a riallacciare quel filo con il pubblico che è stato interrotto in questi mesi - ha detto Corazzari - Noi sosterremo le attività di promozione di queste quattro istituzioni. La Fita porterà il teatro amatoriale nei territori comunali, Arteven proporrà spettacoli dal vivo sul territorio durante l'estate, il teatro stabile organizzerà anche nei teatri minori più di 200 spettacoli prodotti da compagnie venete e il teatro comunale di Vicenza svilupperà non solo la produzione teatrale ma anche la formazione nelle varie residenze artistiche. Noi pensiamo che questo progetto vada nella direzione giusta ovvero nella spinta alla ripartenza».

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