Asili nido ancora chiusi, protesta in Regione. Zaia: «Domani l'ordinanza»

Il presidente della Regione ha annunciato il provvedimento per far ripartire le scuole dell'infanzia e i centri estivi con linee guida già pronte

 

«Domani, io conto di firmare un'ulteriore ordinanza che tratta diversi temi, tra i quali il primo è quello delle scuole dell'infanzia e quindi i centri estivi e quant'altro. Le linee guida sono già pronte». Ad annunciarlo oggi, 21 maggio, è stato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, in aperturo dell'aggiornamento quotidiano sull'emergenza coronavirus. Lo ha annunciato anche in risposta alla protesta dei gestori di queste strutture per l'infanzia, strutture che sono ancora chiuse. E ad una rappresentanza di questi gestori è stato concesso di partecipare all'appuntamento di oggi ed in coda alla conferenza hanno rivolto al presidente Zaia i loro dubbi. «Io ho ben chiara la situazione - ha risposto il presidente del Veneto - Siamo partiti da una condizione in cui non era minimamente accettata qualsiasi forma di apertura, perché c'era una forte preoccupazione sanitaria. Noi quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto. Abbiamo prodotto le linee guida, faremo l'ordinanza e cerchiamo di partire». E l'assessore alla salute ed al sociale Manuela Lanzarin ha aggiunto: «Il provvedimento non si occuperà solo della fascia di età 0-6, ma copre tutte le fasce di età tra 0 e 17 anni. È un provvedimento che farà ripartire, ma dobbiamo sempre tenere in considerazione l'evoluzione epidemiologica. Stiamo inoltre recuperando delle risorse per sostenere economicamente tutte le strutture».

Ed oltre al tema dei servizi per l'infanzia, Zaia ha letto i dati del bollettino di oggi ed ha aggiornato anche sulle donazioni che continuano ad affluire nel conto corrente della Regione Veneto aperto proprio per la lotta al coronavirus. Il presidente regionale ha dichiarato di ricevere ancora foto e video di assembramenti e questo lo preoccupa: «Se ci saranno casi di reinfezione, dovremmo ripensare a chiusure e restrizioni e se ci fossero dei focolai dovremmo pensare a delle quarantene - ha spiegato Zaia - Per cui rinnovo l'appello al rispetto delle regole. Al momento non sto pensando ad ordinanze per limitare l'orario di apertura dei locali, anche perché le riterrei una sconfitta per noi veneti».

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