Veronesi alla prova costume: uno su quattro punta a diete fai-da-te

Osservatorio Sanità di UniSalute: l’89% dei veronesi si vede in sovrappeso. Inoltre, per il 48% del campione, l’obesità è un problema sociale che comporta gravi spese per il Sistema Sanitario Nazionale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeronaSera

È giunto il momento della verità: con l'arrivo dell'estate ogni italiano deve fare i conti con la propria forma fisica. Coloro che hanno fatto attenzione non vedono l'ora di poter sfoggiare i propri corpi asciutti su le nostre spiagge mentre chi ha pensato più ai piaceri della gola che alla bilancia ora teme la prova costume.

E tra i veronesi sembrano essere in molti gli "impreparati" all'estate 2013 se, come ha rilevato la più recente indagine realizzata dall'Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, ben l'89% dei cittadini della provincia veneta ha pensato che fosse il caso di perdere peso nell'ultimo periodo. I veronesi si vedono fuori forma dunque: un dato che non stupisce se si ricorda che una precedente ricerca dell'Osservatorio aveva rilevato come il 63% degli scaligeri non fa alcun tipo di attività fisica.

Colpa della nostra cucina? Forse in parte,se è vero che per il 27% dei veronesi il cibo è infatti una vera e propria gioia, un'autentica soddisfazione, per spirito e palato, a cui è difficile rinunciare. Ma quando diventa sempre più difficile allacciare i pantaloni, quali sono i rimedi considerano più efficaci nella città di Romeo e Giulietta?

I DATI - Purtroppo un veronese su quattro (24%) punta a perdere peso con pericolose diete "fai-da-te". Un comportamento che rischia di sottoporre il fisico ad autentiche torture, a volte con lunghi periodi di digiuno e spesso con gravi conseguenze per la salute. Il 17%, invece, punta saggiamente a buttar giù la pancia facendo, o ripromettendosi di fare, maggiore attività fisica. Il 59% infine pensa di affidarsi ad un dietologo o ad un nutrizionista. Se i veronesi sono fondamentalmente concordi nel vedersi appesantiti, più frammentate sono le opinioni riguardo al reale problema dell'obesità. Il 10% lega il fenomeno alla pigrizia degli interessati, il 7% a questioni psicologiche ma il 48% degli intervistati vede nell'obesità un grave problema sociale, che comporta ingenti spese da parte delle istituzioni, che dovrebbero applicare maggiori misure per educare le persone. Il 23% degli scaligeri infine la considera un problema legato all'opulenza delle società più ricche, un suo sintomo.

I benefici di una corretta alimentazione, abbinata ad una sana attività fisica, sono ormai conosciuti da tutti. Non si può nascondere che l'obesità abbia un impatto enorme sui costi sociali che il nostro Paese deve sostenere. Parliamo di una cifra che supera ogni anno gli 8 miliardi di euro pari al 6,7% della spesa sanitaria nazionale e che diventa sempre più complicato sostenere. L'indagine dell'Osservatorio UniSalute rileva una presa di coscienza degli italiani - e dei veronesi in particolare - anche rispetto a questo aspetto e può essere letto come un auspicio ad una ulteriore maggiore attenzione nei riguardi dell'obesità per prevenire questa patologia.

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