Verona, Mandorlini fa da sponsor: "Il nostro vecchietto Toni è da Nazionale"

Per il mister gialloblù non c'è solo Totti a meritare, a una "certa età", la maglia azzurra. L'Hellas vive nel sogno della Serie A: partenza fulminante e dopo sette giornate è al quinto posto: "Ma restiamo coi piedi per terra"

Qualche giorno fa si era detto convinto che Jorginho meritasse una maglia "azzurra". Ora arriva un'altra proposta per prandelli. "Totti in nazionale? Anche noi abbiamo un altro vecchietto che non sta facendo male che si chiama Luca Toni. Cambiare forse non lo trovo giusto per loro, e credo che ormai bisogna guardare avanti. Ma sia Totti che Toni, se vanno avanti così, possano darci una mano importante per il mese dei Mondiali". Intervistato dall'emittente radiofonica Rtl 102,5, l'allenatore dell'Hellas Verona, Andrea Mandorlini, "sponsorizza" in chiave azzurra il suo attaccante, campione del Mondo con l'Italia nel 2006 e grande protagonista domenica contro il Bologna. Sul suo Verona, ora al quinto posto in classifica, Mandorlini dice che "al di là del mio lavoro, credo siano stati bravi tutti. La vittoria con il Bologna se la sono meritata tutti, la società, la squadra, lo staff tecnico, la tanta gente che ci segue. Siamo veramente felici e contenti, però poi quello che è stato lo prendiamo: sappiamo che la Serie A può avere dei risvolti diversi, ma godiamoci questo momento".

SOGNI EUROPEI - Dopo sette giornate il Verona è quinto in classifica e la città comincia ad abbozzare il sogno di quell'Europa lontana da ben venticinque anni. Quello era il Verona di Osvaldo Bagnoli, che solo un paio d'anni prima aveva conquistato lo scudetto. Dati alla mano, l'unico allenatore in grado di reggere il passo al "mitico Osvaldo" è Andrea Mandorlini. Mai gli scaligeri erano partiti così forte in serie A, nemmeno nell'era più recente e felice con Prandelli alla guida. Il tecnico di Ravenna è davvero l'arma in più del Verona. In pochi anni, infatti, Mandorlini ha conquistato due promozioni e ha riportato l'Hellas nelle prime posizioni della Aerie A. Per lui parlano i fatti, ma l'esperienza insegna che il cammino è lungo e ogni turno riserva sorprese.

Così il tecnico resta con i piedi per terra. Il suo primo pensiero è quello di frenare gli ardori, placare i voli pindarici di una piazza affamata di grande calcio e di grandi ribalte. "L'ho detto a Bologna a fine partita e lo ripeto ancora più forte. Dobbiamo stare - dice scandendo le parole - con i piedi ben piantati per terra. L'umiltà e il lavoro ci hanno fatto conquistare questi risultati, oltre al fatto che stiamo davvero esprimendo un buon calcio. Sono contento anche del fatto che ci sono ragazzi giovani che si stanno mettendo in luce. Ora anche gli avversari sanno il nostro valore, ma questo non mi preoccupa. L'importante è che non cambiamo noi, quindi se gli altri cambieranno atteggiamento nei nostri confronti al massimo ci adegueremo. L'obbiettivo rimane quello minimo, la salvezza. E' facile infilare un filotto di vittorie, come di sconfitte, quindi guai a distrarsi". A Bologna anche lo stesso Toni dall'alto della sua esperienza ha usato parole molto simili a quelle del tecnico: "la nostra mentalità è quella di correre dietro ogni pallone, se continueremo così, faremo benissimo. L'obiettivo è la salvezza, i 40 punti". Una classifica impreziosita dalle giocate di un folletto che Verona si culla: Juan Manuel Iturbe in due gare ha già dimostrato qualità incredibili, realizzando due reti spettacolari.

DOPO LA VITTORIA CON IL BOLOGNA: "BRAVI TUTTI"

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