Dopo il gol all'esordio parla Pessina il giovane "veterano": «Per salvarci, voliamo bassi»

Così il nuovo centrocampista gialloblu: «A Lecce un esordio perfetto, ma per salvarsi dobbiamo rimanere tutti sul pezzo. Tra mister Juric e Gasperini trovo molte somiglianze»

Matteo Pessina - ph Francesco Grigolini – Fotexpress

A Peschiera del Garda in casa Hellas Verona si è svolto il media event di presentazione con il nuovo centrocampista gialloblù Matteo Pessina, già autore di un'importante rete che è valsa la vittoria nella sfida in trasferta contro il Lecce di domenica scorsa.

«Sono prima di tutto felicissimo di essere qui, - ha esordito il centrocampista - con il Verona ci sentivamo da tempo e finalmente sono potuto arrivare in gialloblù. Durante la scorsa stagione sono cresciuto molto, ora penso fosse il momento giusto per fare questo passaggio importante della mia carriera. Voglio essere utile agli obiettivi di squadra prima ancora che a me stesso, stiamo lavorando bene e duramente e si è visto in campo, penso che la strada sia quella giusta».

Inevitabile poi una domanda circa il suo esordio, da subentrato nel secondo tempo, coronato dal gol decisivo in una sfida così delicata contro una diretta concorrente per la salvezza: «Un sogno, senza dubbio, fare gol a una diretta concorrente portando subito tre punti all'Hellas era assolutamente il massimo che potessi desiderare. È stata davvero una bella azione, - ha quindi aggiunto Pessina - di tecnica in squadra non ne manca e il fatto di trovarci così bene in campo aiuta, e spero si migliori ancora».

In merito alla mancata esultanza dopo la rete in quanto ex, Pessina ha spiegato: «Mi sono trovato bene a Lecce ed è stata la mia prima esperienza lontano da casa. È stata una forma di rispetto, ma ora sono pronto a esultare doppiamente, magari per un gol al Bentegodi». Poi qualche specifica tecnica in merito alla sua posizione in campo: «Posso giocare sia da play che da mezz'ala, ruolo che mi permette di sfruttare gli inserimenti offensivi».

Infine un confrotno tra mister Juric e il suo allenatore all'Atalanta, Gasperini: «Ho trovato molte somiglianze, specie sull'attenzione all'aggressività e al possesso palla verticale, questo mi ha aiutato nell'integrarmi velocemente con il resto della squadra». Obiettivi per il futuro? «Partire forte fa parte del carattere del mister, anche col Bologna in dieci uomini siamo riusciti a fare punti e questo ti aiuta molto anche dal punto di vista mentale. Quattro punti in due partite sono tanta roba, ma per salvarci serve però volare bassi e rimanere tutti sul pezzo». Ventidue anni, ma la saggezza di un veterano.

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