Vignato ed Hetemaj stendono la Lazio: il Chievo sbanca lo stadio Olimpico

Vittoria di prestigio ma inutile quella ottenuta dal club della diga, già matematicamente in Serie B contro i capitolini, che ora vedono complicarsi non poco la loro rincorsa ad un posto in Champions League

L'esultanza di Vignato dopo il gol

La sorpresa della trentatreesima giornata di Serie A è arrivata dallo stadio Olimpico di Roma, dove il Chievo Verona, già retrocesso, ha battuto la Lazio per 2-1, complicando così la sua corsa ad un posto per la Champions League. 

Come era facile aspettarsi, i padroni di casa hanno provato a prendere in mano le operazioni fin dai primi minuti, incontrando però un avversario intenzionato ad onorare il proprio impegno, che ha chiuso subito bene gli spazi trovando in seguito anche qualche buona uscita palla al piede. Giocando a ritmi piuttosto bassi e con poca imprevedibilità, i ragazzi di Inzaghi hanno provato senza successo ad andare al tiro con Immobile, al quale poi ha replicato Meggiorini all'11, ma le brutte notizie per il tecnico biancoceleste sono arrivate al quarto d'ora, quando ha dovuto sostituire l'infortunato Radu. 
Difendendosi senza particolari affanni, l'undici di Di Carlo non ha rinunciato ad affacciarsi nella metà campo avversaria, incontrando i soliti limiti nella costruzione e nella finalizzazione dell'azione, ma riuscendo in determinate occasioni a rubare palla e ad andare al tiro, come accaduto al 29' con Leris, il cui tiro a giro è terminato però centrale. Alla mezzora invece è stato Caicedo a non trovare la porta, dopo aver spizzato il traversone di Durmisi. 
L'episodio che ha cambiato la partita è arrivato invece al 34', quando Stepinski ha attaccato Milinkovic-Savic, che si è lasciato andare ad un'ingenua reazione sotto gli occhi dell'arbitro Chiffi, che non ha potuto fare altro che espellerlo. Con un uomo in meno, Inzaghi ha dovuto modificare l'assetto dei suoi inserendo Parolo: innervosita dall'episodio, la Lazio ha cercato di alzare i giri del motore, trovando quella velocità che le era mancata e cercando fortuna sulle fasce. Così, mentre il Chievo non riusciva a farsi veramente pericoloso a causa dei continui errori negli ultimi passaggi, lo stesso Parolo negli ultimi secondi è riuscito ad impegnare Semper, attento nel coprire il primo palo. 

La cronaca e il tabellino

Nella ripresa la Lazio è ripartita su ritmi blandi, cercando forse il momento giusto per colpire. Invece sono stati gli ospiti a piazzare due colpi letali in successione: il primo, al 49', con Vignato, che si è liberato al limite dopo il tacco di Stepinski, trovando il palo lontano; il secondo, al 51', quando Hetemaj ha sorpreso Strakosha con un colpo di testa su un traversone arrivato dalla destra. Un uno-due che ha in parte risvegliato i biancolesti, accendendo la loro reazione nervosa: si è aperta così una fase del match contraddistinta da continui ribaltamenti di campo, come dimostrano i tiri di Parolo e Vignato arrivati al 65', con il Chievo che ha cercato di respingere le folate dei padroni di casa e di approfittare degli spazi inevitabilmente concessi. Al 67' però è arrivala rete di Caicedo, dopo la combinazione con un brillante Correa, a dare nuovo vigore alla formazione capitolina, che ha caricato all'arma bianca impendendo agli avversari, per alcuni minuti, di uscire in maniera convincente dalla propria metà campo, ma trovando solo un paio di conclusioni insidiose di Immobile.
Arroccato, il Chievo poi è riuscito a mettere nuovamente il naso fuori, venendo però graziato due volte Correa: all'83, quando un colpo di testa sotto misura è terminato alto sopra la traversa, e al 91', con il suo piatto dal limite che si è stampato sul palo. 

Una vittoria bella ma inutile quella del Chievo Verona, al secondo trionfo della sua stagione ma già matematicamente in Serie B. La squadra di Di Carlo ha giocato una partita ordinata, aiutata dalla poca verve degli avversari, che si sono accesi solamente dopo il doppio vantaggio gialloblu. Buona la risposta arrivata dai giovani scesi in campo all'Olimpico, dai quali il club della diga dovrà ripartire per provare a ritornare nella massima serie. 

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