Hellas, Setti fiducioso, «ma non voglio commettere errori del passato»

Il presidente ha riconosciuto come un errore il mancato esonero del tecnico Fabio Pecchia nella scorsa stagione. Dunque Grosso dovrà portare a casa risultati migliori se vuole restare alla guida del gruppo

Maurizio Setti (fermo immagine video Youtube)

Non ha detto soltanto che è obbligatorio vincere nella partita di questa sera, 10 febbraio, contro il Crotone. Il presidente dell'Hellas Verona Maurizio Setti ha avuto ieri un confronto aperto con la squadra ed ha ribadito che l'obiettivo stagionale è quello della promozione in Serie A. Poi è stato lo stesso Setti a presentarsi alla stampa al posto dell'allenatore Fabio Grosso e il suo intervento è andato oltre la sfida del Bentegodi di stasera, toccando diversi argomenti.

Ho visto gli occhi di uomini concentrati, che sanno che ci possono riuscire, passando anche da un gioco più azzardato fatto di errori e interruzioni come è quello della Serie B - ha detto Setti - Ora mettiamo tutto questo in campo e cerchiamo di dimostrare quanto valiamo per davvero.

In un passaggio del suo discorso, Setti ha ribadito che nessuno è in discussione, «ma c’è grande attenzione perché non voglio commettere gli stessi errori dell'anno scorso, anche se mai nessuno potrà sapere come sarebbe andata se avessi preso altre decisioni». Il presidente ha riconosciuto come un errore il mancato esonero del tecnico Fabio Pecchia nella scorsa stagione. Dunque Grosso dovrà portare a casa risultati migliori nelle prossime gare se vuole restare alla guida del gruppo. «Se mettiamo insieme delle vittorie la classifica cambia in fretta - ha aggiunto Setti - Noi abbiamo investito per creare questa squadra e ci sono giocatori che non stanno rendendo come potrebbero. Io credo molto in questi giocatori, che credo abbiano capito, anche chi è qui da meno tempo, quanto entusiasmo e quanto lavoro c’è alle spalle per il bene del Verona».

Il presidente ha anche commentato le contestazioni della tifoseria che lo riguardano in prima persona. «Non posso, ma vorrei davvero parlare con ogni persona che contesta per trovare un punto di incontro, perché sono una persona apertissima a ogni tipo di discussione - ha detto il numero uno dell'Hellas - I risultati mettono d'accordo tutti, quindi è normale che noi dopo il lavoro e gli investimenti vorremmo essere ripagati dai risultati: rimaniamo fiduciosi, perché vediamo il lavoro svolto quotidianamente. È importante anche l'equilibrio fra costi e ricavi: il nostro compito è mantenere attive la città e la tifoseria a fronte di una squadra competente e all'altezza, ma alla fine i conti devono tornare perché altrimenti c'è il rischio di perdere il patrimonio di una storia e di una società».
E per il bene dell'Hellas Verona, anche Maurizio Setti sarebbe disposto a farsi da parte. «Dal punto di vista patrimoniale il Verona vale 70 milioni - ha concluso - Ho sempre detto che se arrivasse un imprenditore di livello superiore con voglia e modo di fare calcio in modo migliore del mio ben venga».

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