Hellas Verona - Cittadella 3-0 | Missione compiuta, tris al Bentegodi e festa in città

Il Verona torna in serie A grazie alle reti di Zaccagni, Di Carmine e Laribi. Premiate le scelte di Aglietti. Il Cittadella chiude la gara in nove. È festa grande in città, il sogno si avvera

La festa dei giocatori dell'Hellas Verona al Bentegodi al termine della partita

Una prova "enorme" quella del Verona al Bentegodi contro il Cittadella. Servivano due gol di scarto ai gialloblu per riscattare il passivo dell'andata, sono arrivate tre reti, una più bella dell'altra, una più importante dell'altra. Il Verona è in serie A, al termine di una lunga e difficile stagione, ma fa ritorno nella massima serie con meriti indiscutibili dimostrati sul campo.

Una menzione speciale va indubbiamente a mister Aglietti, senza nulla togliere al lavoro svolto durante la stagione da parte di Grosso. L'ex bomber dell'Hellas è riuscito a rifondare quello spirito battagliero e vincente che serviva necessariamente ai gialloblu per affrontare con successo il finale di stagione e i play off. Un'operazione non semplice che Aglietti è però riuscito a portare a termine nel migliore dei modi.

La cronaca e il tabellino della partita

In un Bentegodi caldissimo e gremito di tifosi scaligeri, oltre ventimila sugli spalti, i ragazzi di Aglietti hanno sin dal primo minuto cercato di tenere alti i ritmi di gioco, mettendo pressione agli ospiti. Al 7° è arrivata la prima vera occasione con uno schema su punizione, ma il portiere avversario Paleari è stato bravo e fortunato nel riuscire a respingere entrambe le conclusioni prima di Laribi e poi di Di Gaudio. Il primo momento di svolta del match è arrivato circa venti minuti dopo, quando il Verona è riuscito a trovare la via del vantaggio grazie ad una magistrale azione corale: incursione centrale di Faraoni, scambio di prima con Di Carmine ed assist al bacio per l'accorrente Zaccagni che davanti a Paleari è rimasto freddo riuscendo a infilare la palla in rete.

Gioia e liberazione sugli spalti per una serata che è così iniziata ad avere il dolce sapore della festa. Al 32° Di Gaudio ha poi avuto un'ottima chance per il raddoppio, ma il suo tiro è finito di poco a lato. L'attaccante gialloblu si è quindi ripetuto al 37°, calciando a botta sicura dopo una mischia in area, ma Paleari è riuscito a salvare ancora una volta la sua porta. La prima frazione di gara si è dunque conclusa sul risultato di uno a zero e al rientro in campo la musica non è cambiata. A fare gioco sin da subito sono stati i padroni di casa, alla ricerca del raddoppio che avrebbe sancito la promozione.

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Aglietti al 55° ha optato per il primo cambio, inserendo Matos al posto di Di Gaudio. Poco dopo ci ha pensato Henderson a scaldare i guanti di Paleari con una gran botta da fuori area. Al minuto 61° è quindi arrivato il secondo momento decisivo della partita. Parodi, già ammonito nella prima frazione, ha commesso un nuovo fallo a centrocampo, molto più ingenuo che cattivo, ma l'arbitro ha estratto senza esitazione il secondo giallo, obbligando gli ospiti a giocare in dieci. Aglietti a quel punto non ci ha pensato un secondo e ha provveduto ad inserire Pazzini al posto di Henderson per sfruttare al meglio la superiorità numerica. Una mossa azzeccata, perché proprio Pazzini ha poi dato il la all'azione del raddoppio. Giunti al minuto 69° sugli sviluppi di un cross dalla fascia sinistra, è infattii arrivata la magia di Di Carmine, autore di un gol di tacco da cineteca che ha letteralmente mandato in estasi i tifosi sugli spalti, così come ogni amante di questo sport meraviglioso che è il calcio.

Non paghi di essere già in inferiorità numerica, gli ospiti si sono poi concessi una nuova grave ingenuità. A commetterla, questa volta, è stato Proia, anche lui già ammonito ed autore di un'altra entrataccia inutile al 76° su Zaccagni a centrocampo. Altro cartellino giallo e dunque altro cartellino rosso. Cittadella in nove e profumo di serie A per il Verona che ha iniziato ad aleggiare sugli spalti del Bentegodi. Al minuto 83°, grazie ad un'ottima azione in contropiede ben avviata ancora una volta da Pazzini, è poi arrivato il sigillo al match di Laribi che, dopo aver saltato anche il portiere, ha appoggiato in rete a porta vuota. La lunga attesa del triplice fischio, ben sei i minuti di recupero concessi, ha permesso di assistere ad un altro spettacolo nello spettacolo, quello della gioia dei tifosi gialloblu che ha trovato espressione in canti, sciarpate e cori degni di una squadra di serie A. 

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