La Dea infierisce su un disastroso Verona e cala "la manita" al Bentegodi

Dopo successi consecutivi l'Hellas affonda sul proprio terreno di gioco per le reti di Cristante, Ilicic (3) e Gomez, mostrando tutti i propri difetti strutturali e di gioco. Pecchia ora ha due settimane per cercare nuove soluzioni

È stato un vero incubo quello vissuto dall'Hellas Verona allo stado Bentegodi contro l'Atalanta, che ha dominato dal primo all'ultimo minuto vincendo alla fine per 5-0 e mettendo in evidenza tutti i limiti dei padroni di casa, che arrivavano da due vittorie consecutive. 

Dopo neppure due minuti di gioco, la partenza sprint degli orobici è stata subito premiata, quando Matos non è riuscito a spazzare l'area dopo un corner servendo Cristante, che ha lasciato partire un gran destro che si è insaccato alle spalle di Nicolas dopo aver "baciato" il secondo palo. 
Padrona del campo, la Dea ha poi tenuto in mano il pallino del gioco, con l'Hellas che solo dopo un quindicina di minuti ha iniziato ad alzare il baricentro e a raccogliere i frutti di un pressing eseguito in modo poco coordinato e spesso eluso dagli avversari. Le enormi difficoltà dei padroni di casa a rendersi pericolosi sono emerse ancora più chiaramente contro un formazione ben messa in campo come quella di Gasperini, che invece ogni volta che ha premuto sull'acceleratore ha fatto "male" alla retroguardia scaligera: come al 20', quando Ilicic ha stoppato in area e fatto partire un potente sinistro che è terminato sopra la traversa. La formazione di Pecchia si è finalmente resa pericolosa al 23', quando Verde è andato in fuga sulla destra saltando quattro uomini e mettendo in mezzo per l'accorrente Matos che, ostacolato da Berisha, ha però solo trovato il palo. 
Il lampo gialloblu è coinciso con il miglior momento del Verona, mentre gli ospiti sembravano essersi rilassati con troppo anticipo, salvo riprendere a macinare gioco poco dopo: al 31' ancora Ilicic ha calciato sopra la traversa, mentre due minuti dopo la conclusione di Gomez è andata a sbattere contro la difesa di casa. Il Papu al 41' invece è riuscito ad andare in rete, annullata poi dalla VAR: sull'assist di Masiello, arrivato dopo una bruttissima palla persa di Calvano, l'argentino era infatti in fuorigioco. Ma il raddoppio dell'Atalanta è arrivato nel cospicuo recupero per opera dello sloveno, che ha trasformato il rigore provocato dall'ingenua trattenuta di Fares su Petagna, sempre dalla VAR. 

LA CRONACA E IL TABELLINO

Con Valoti entrato al posto di Buchel, la ripresa è iniziata esattamente come il primo tempo, ovvero con gli ospiti in gol: al 48' Petagna, dopo una ripartenza, ha servito l'accorrente Ilicic, che si è portato avanti la sfera e ha trafitto ancora Nicolas. 
La partita sostanzialmente è finita lì, con un Verona in chiara difficoltà contro un avversario che peraltro non si è accontentato, continuando a gestire il possesso della sfera e flirtando con la rete, mentre ai gialloblu sono stati concessi un paio di infruottuosi contropiedi, che hanno confermato l'anemia offensiva del club scaligero. Prima del fischio finale c'è stato il tempo per Ilicic di firmare la tripletta con un gran gol e per il Papu Gomez di finire sul taccuino dei marcatori, dopo che la difesa gialloblu ha lasciato Petagna libero di girarsi in area. 

Il "nuovo" Verona di Pecchia, dopo due buone prove, si è sgretolato sotto i colpi di un avversario nettamente più in palla, che ha sottolineato tutti i difetti della formazione gialloblu, a partire dalla costruzione del gioco. La squadra veronese continua a pagare la scarsa qualità a centrocampo: il possesso palla è sempre sterile e solamente le azioni dei singoli riescono, raramente, a portare pericoli alla porta avversaria. L'assenza di un giocatore in grado di dettare i tempi si fa sentire in ogni partita e nessuno tra Buchel, Valoti e Calvano sembra avere le caratteristiche per sopperire a questo problema, mentre Fossati e Zuculini vengono sempre relegati in panchina e raramente impiegati. 
In attacco inoltre è sempre più evidente la necessità di trovare un giocatore che abbia feeling con il gol. Il buon lavoro di Petkovic, i traversoni di Verde, Matos e Aarons, risultano infatti sempre vani dal momento in cui in area difficilmente c'è qualcuno pronto a raccoglierli, e con Kean fuori gioco e Pazzini spedito in Spagna, la situazione sembra decisamente complicata. 
Tutti problemi questi chiaramente evidenti anche nei successi contro Torino e Chievo, che il tecnico ora dovrà provare a limare in circa due settimane, prima di andare a sfidare l'Inter a San Siro il 31 marzo. 
 

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