Hellas, è un pareggio che brucia: «Gara indirizzata dalle scelte arbitrali»

Il 2-2 ottenuto contro il Foggia è un buon punto conquistato, visto il clima dello Zaccheria, ma nel post gara sia l'allenatore Grosso, sia capitan Pazzini, non hanno potuto esimersi dal commentare la pessima direzione di Forneau

 

C'è ancora della rabbia in casa Hellas Verona per il pareggio ottenuto sul terreno di gioco del Foggia nell'ultima giornata del girone di andata di Serie B. I gialloblu sono andati per due volte in vantaggio, venendo sempre ripresi dai padroni di casa, ma a non andar giù ad allenatore e giocatori è la pessima direzione dell'arbitro Forneau, che prima della fine del match ha allontanato Grosso e D'Amico dal terreno di gioco. 
Al termine della gara lo stesso tecnico ha criticato l'operato del direttore di gara e le sue scelte, che hanno penalizzato in diverse occasioni il club scaligero e indirizzato il match a favore della formazione di Padalino. Ecco le sue parole riportate dal sito ufficiale della società. 

Bella partita? Sì, ma nella ripresa c’è stato più di qualche episodio che ha condizionato questa gara ed è un grande rammarico perché, nel momento in cui avremmo potuto chiuderla, qualche scelta poteva e doveva essere diversa. Eravamo venuti qui per vincere, portiamo a casa un punto complice anche qualche scelta arbitrale. Il rigore su Matos e il fallo su Almici? Sapevamo che l’avrebbero messa anche sotto questo punto di vista, siamo riusciti a rimanere in partita ma ci sono episodi clamorosi che sono stati decisi in maniera diversa. Sappiamo benissimo che le partite possono essere indirizzate dagli episodi e il rigore su Matos era solare. Punto importante? Il Foggia ha qualità, a tratti noi ci siamo intimoriti e avremmo dovuto fare meglio, ma è un punto ottenuto su un campo difficile e che ci permette di continuare nella striscia positiva. Il mio allontanamento? L’arbitro non mi ha detto nulla. Non mi ha entusiasmato la gestione della ripresa, noi siamo venuti qui per giocare la partita e determinati episodi l’hanno indirizzata. Perché quando il portiere atterra con entrambi i piedi sulla linea dell’area e il braccio davanti al corpo diventa complicato decidere sul non fallo. Loro avevano davanti giocatori di qualità e sono riusciti a creare occasioni, ma se determinati episodi fossero stati gestiti in maniera diversa saremmo stati anche in grado id portare a casa la vittoria. Pazzini provocatore? Non sono d’accordo e non condivido. La partita da allungare per perdita di tempo? Semmai sarebbe stata da allungare perché abbiamo un ragazzo, Almici, da portare in ospedale visto che in occasione del 2-2 è uscito dal campo e dovremo mettergli 4-5 punti di sutura al labbro. A me non piace fare teatrini, ma sono l’allenatore del Verona e devo tutelare la mia squadra: mi piacerebbe improntare le partite sotto il punto di vista del gioco ma a tratti oggi non è stato possibile. Il nostro obiettivo è quello di crederci e applicarci quotidianamente per riportare entusiasmo: ci siamo accorti che quando una squadra è sospinta fortemente dalla gente che le vuole bene risulta più facile essere protagonisti in campo. E siamo contenti perché c'erano tanti tifosi che ci hanno accompagnati qui e ci hanno sostenuto. Mi auguro che presto riusciremo a ricreare un clima bollente anche nel nostro stadio. 

Protagonista della gara con un gol annullato ed uno convalidato, oltre per essere stato al centro di alcuni dei diversi falli non adeguatamente sanzionati dall'arbitro Forneau, Giampaolo Pazzini parla anche della maggiore maturità dimostrata dalla squadra nelle ultime partite e dell'importanza di aver ottenuto un punto prezioso allo stadio Zaccheria. Lo stesso capitano non dimentica però di fare riferimento ad episodi come quello di Almici, costato punti di sutura al terzino e nessuna sanzione per gli avversari. 

Una partita di questo genere? Sapevamo di trovare un ambiente difficile e siamo stati bravi a reagire colpo su colpo. Siamo riusciti ad andare in vantaggio e, nonostante abbiano pareggiato, poi abbiamo fatto il secondo gol. Nel secondo tempo abbiamo sofferto, ma ci teniamo questo punto anche se eravamo venuti qua per vincere. Peccato perché si era messa bene, ma l'importante è aver fatto un altro punto, aver dato continuità e adesso si tratta solo di ricaricarci e ripartire già da Padova. L'arbitraggio? Non vogliamo parlare di queste cose, anche se la gestione diversa di qualche cartellino all'inizio avrebbe fatto sì che la partita non si alzasse così di livello nei toni. Una partita maschia un po' vecchio stampo. Pazzini verso il 2019? Io voglio aiutare la squadra e i miei compagni a vincere il più possibile, perché abbiamo un obiettivo importante da raggiungere e sono contento di aver dato una mano oggi. Squadra più matura? È cresciuta la maturità e soprattutto la consapevolezza e l'entusiasmo. Aspettavamo la scintilla della vittoria e infatti dopo la prima abbiamo fatto delle partite migliori crescendo: dobbiamo continuare perché siamo solo a metà, nel ritorno dobbiamo andare avanti così e migliorare. I minuti dopo il 2-2? Almici è andato a far vedere la bocca tutta spaccata all'arbitro, ora ha 5 punti in bocca e il naso tutto rotto. Non si poteva non fischiare un fallo del genere. Siamo consapevoli che la partita era difficile da arbitrare, ma forse con una gestione diversa dall'inizio la gara poteva scorrere con più tranquililtà. Manca un rigore su Matos? Oggi mancano tante cose. Ripeto: prendiamoci il punto anche se eravamo venuti per vincere e ci siamo andati vicini. La squadra ha avuto carattere e ha lottato in un ambiente particolare e non era facile, è un punto importante. Una nuova promozione con il Verona? Me lo auguro, perché questi tifosi, questa piazza e questa città meritano sempre di stare in Serie A. 

Arrivato dunque il momento della pausa, l'Hellas ora può ricaricare le batterie in vista del girone di ritorno, che il 20 gennaio lo vedrà fare visita al Padova. 

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