Fiorentina - Chievo Verona 6-1 | Disfatta, crolla la diga clivense e la Viola dilaga

Sconfitta pesantissima per la squadra di D'Anna che incassa sei reti, nonostante un buon 1° tempo durante il quale aveva dato l'impressione di poter tenere testa ai padroni di casa

Tomovic indica il numero di maglia dell'ex compagno di squadra Davide Astori dopo la rete del 4 a 1 - ph ANSA Claudio Giovannini

Non tutto è da buttare, difficile sostenerlo dopo una sconfitta, ancor di più provarci dopo aver perso con un passivo così pesante. Eppure, nonostante il risultato, giusto e tutt'altro che ingannevole, si può comunque sostenere legittimamente che i clivensi abbiano giocato una gara che non rispecchi in pieno il roboante tabellino finale. Nella prima frazione di gioco, in particolare, la formazione gialloblu ha dato più volte l'impressione di poter far male alla Fiorentina, anche e soprattuto dopo la rete siglata da Milenkovic.

Il dato inoppugnabile del campo è comunque inaggirabile: il Chievo ha perso, sonoramente, subendo sei reti che si sommano alle tre patite contro la Juventus. D'Anna ha ora un grosso problema da affrontare, enorme per una squadra che dovrà lottare sino alla fine per la salvezza: registrare una difesa ballerina, troppo ballerina. L'infortunio nel riscaldamente prepartita di Cacciatore ha certamente complicato le cose, così come non le ha rese più agevoli la prestazione a dir poco disastrosa del suo sostituto diretto Jaroszynski. Ma è evidente che nove reti subìte in due gare sono decisamente troppe, difficili da spiegare, ancor più da risolvere in quanto problema tattico, se non con un ripensamento globale degli equilibri di squadra.

La cronaca e il tabellino

La formazione di casa è subito partita molto forte: al 2° Benassi ci ha provato da fuori area con un bel tiro terminato alto, seguito poi da Chiesa che ha scaldato i guantoni di Seculin due minuti dopo. All'8° è quindi arrivato il vantaggio viola su azione d'angolo: cross al centro, Jaroszynski ha respinto fuori dall'area la sfera senza convinzione e pescando alla perfezione l'avversario Milenkovic, bravissimo a coordinarsi e fortunato nel trovare una perla balistica che, probabilmente, non ripeterà mai più in carriera. Pallone sotto il sette grazie a un colpo di esterno collo destro degno del miglior Rui Costa e Fiorentina in vantaggio. 

Il Chievo ha dunque vissuto in questa fase del match il suo periodo migliore, reagendo bene all'urto e cercando dopo tre minuti con Stepinski di pareggiare subito i conti: l'ariete clivense ha sfoderato la sua arma migliore, il colpo di testa, dopo un bel cross dalla destra, senza però trovare la porta di poco. Sempre Stepinski si è reso nuovamente pericoloso al 16°, dopo una carambola in area piccola viola, ma il portiere Lafont è riuscito a metterci una pezza. I gialloblu hanno continuato a pressare alti, macinando gioco e costringendo la Fiorentina nella propria metà campo, rendendosi ancora pericolosi al 23° con un gran tiro a giro di Birsa. Lafont ci ha messo le manone aperte, con un intervento efficace tanto quanto stilisticamente brutto.

Ma la doccia fredda per gli ospiti è arrivata al 40°, dopo un corner conquistato sugli sviluppi di un contropiede magistrale della formazioni di Pioli. La corta respinta di Seculin sul corner ha fatto finire la sfera sui piedi di Simeone, il suo tiro è stato respinto sulla linea, ma sull'ennesima ribattuta il più lesto di tutti è stato il neoacquisto dalla Roma Gerson che ha siglato il raddoppio. Squadre negli spogliato sul due a zero e Chievo che ad inizio ripresa ha inserito Obi al posto dell'infortunato Hetemaj. La formazione di D'Anna ha cercato di ripartire riversandosi all'attacco per accorciare le distanze, ma le occasioni migliori sono capitate ai padroni di casa e al 48° è arrivato il tris: colpo di testa di Benassi su traversone dalla sinistra di Simeone, difesa del Chievo non pervenuta, Seculin battuto.

Dopo l'ennesima occasione non sfruttata da Chiesa, mister D'Anna ha cercato di correre ai ripari inserendo al 65° Meggiorini per Rigoni, cercando così il tutto per tutto, ma cinque minuti dopo è arrivato il poker: contropiede perfetto condotto da Gerson che ha sfoderato un assist al bacio indirizzato a Chiesa, questa volta bravissimo nel trafiggere di destro in spaccata l'incolpevole Seculin. Partita ormai senza più storia che non varrebbe quasi nemmeno la pena di raccontare, se non fosse che al 75° il Chievo ha trovato la via della rete con l'ex di giornata Tomovic, sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla destra. Dopo il colpo di testa vincente, il difensore gialloblu non ha esultato, ma ha alzato gli occhi al cielo e con le mani ha indicato due numeri: l'uno e il tre che messi insieme compongono quel "13" appartenuto al suo ex capitano Davide Astori, la cui ultima sfida prima della tragica morte nel sonno fu proprio contro il Chievo. Tutto lo stadio ha applaudito e, all'improvviso, il calcio è tornato per un istante una cosa da nulla. 

L'ultimo quarto d'ora è stato in assoluto il peggiore che il Chievo abbia mai giocato da quando è in Serie A, una squadra scomposta e senza idee, sbilanciata senza essere pericolosa, incapace di contrastare gli avversari. All'89° è arrivato il quinto goal subìto con la doppietta personale di Benassi, ancora una volta lasciato colpevolmente solo dall'inguardabile Jaroszynski sulla sinistra. Tre minuti dopo, gloria anche per Simeone e festa sugli spalti dove a sostenerlo c'era pure la famiglia col papà Diego Pablo felice di veder segnare il suo ragazzo. Quadretto molto dolce non c'è che dire, mentre decisamente più amaro dev'essere stato il sapore lasciato in bocca dal triplice fischio finale ai ragazzi di D'Anna e allo stesso mister. Sei reti subìte e l'impressione di aver sbagliato tutto sono la descrizione appropriata del proverbiale "fondo" toccato dal Chievo questa sera a Firenze. Ora non resta che provare a risalire.

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