Chievo, ora è davvero Serie B. Il Napoli passa al Bentegodi per 3-1

Solo una vittoria avrebbe rimandato un verdetto comunque atteso. Koulibaly spiana la strada nel primo tempo e segna ancora nella ripresa dopo la rete di Milik. Il gol della bandiera del Chievo, nel finale, è di Cesar

Ora non ci sono neanche più i calcoli aritmetici a salvare il Chievo Verona, nessuno scenario possibile che termini con la salvezza dei gialloblu. Dopo la diciassettesima partecipazione al massimo campionato di calcio italiano, i clivensi sono retrocessi in Serie B. La sentenza è arrivata oggi, 14 aprile, nella sfida casalinga con il Napoli. La giornata è la numero trentadue e questo significa che la squadra allenata da Domenico Di Carlo nelle prossime sei partite dovrà giocare per l'onore e non per la classifica. Devono, invece, ancora giocare per la classifica i partenopei di Carlo Ancelotti, che hanno rimandato di almeno una settimana la festa scudetto della Juventus e hanno difeso il loro secondo posto da un possibile recupero dell'Inter.

Alla vigilia del match di oggi, Di Carlo aveva chiesto ai suoi di essere propositivi e lo ha chiesto anche oggi durante l'incontro quando vedeva i suoi atleti intimiditi dalla manovra del Napoli. La formazione scelta dal mister gialloblu non si può definire "difensivista", perché il 4-3-1-2 vedeva in campo due punte come Stepinski e Meggiorini supportati dal giovane Vignato e a centrocampo sono stati schierati Giaccherini ed Hetemaj, le cui doti offensive sono note. E licenza di attaccare anche per i due terzini della difesa a quattro, Barba e Depaoli, per rendere più pericoloso il gioco sulle fasce. Nella costruzione del gioco, il Chievo è però apparso sempre limitato. Al Napoli è bastata una leggera pressione a centrocampo per recuperare palloni e controllare l'incontro. Pochissime poi le sbavature in difesa dei partenopei, leggermente arrabbiati a fine gara per il gol subito a tempo quasi scaduto.
Molto offensiva anche la formazione ospite, con un 4-4-2 in difesa che diventava 3-4-3 in fase di possesso palla. In difesa, era il terzino Ghoulam a spingere sulla linea dei centrocampisti, mentre in attacco era Insigne l'uomo che si doveva sacrificare, mentre i compagni di reparto Milik e Mertens potevano rimanere stabilmente in attacco.

Anche contro il Napoli, il Chievo ha riproposto il copione visto nelle ultime partite. Pressing aggressivo nel primo quarto d'ora che si sgonfia dopo il primo gol subito. Non che il portiere Ospina abbia dovuto fare grandi salvataggi, ma almeno il Chievo lo ha impegnato nei primi minuti con un colpo di testa di Meggiorini su cross di Hetemaj. I gialloblu ci hanno provato ancora, sempre con dei suggerimenti alti provenienti dalla fasce, ma la retroguardia del Napoli si è dimostrata solida. Il gol della squadra ospite è nato da un calcio d'angolo battuto da Mertens sul primo palo, Koulibaly ha vinto il contrasto aereo col suo marcatore, ha anticipato Sorrentino e ha messo in rete. Il primo tempo è terminato 0-1, ma il Napoli è andato vicino al raddoppio con Chiriches che di testa ha indirizzato male la palla su calcio di punizione di Insigne. Anche il Chievo ha cercato il pari da palla inattiva, ma le sue occasioni sono state meno limpide rispetto a quelle degli avversari.
Nella ripresa i ritmi sono stati più bassi e il gioco maggiormente interrotto dai falli. Un tiro dalla distanza di Meggiorini e un cross pericoloso di Depaoli sono state le uniche occasioni in cui Ospina ha dovuto sporcarsi i guantoni. Il raddoppio del Napoli ha risvegliato un match che aveva perso intensità ed è probabilmente una conseguenza della scarsa intensità messa in campo dai gialloblu, che hanno lasciato a Milik il tempo di riceve da Zielinski fuori dall'area di rigore, di sistemarsi il pallone, di mirare l'angolo alla destra di Sorrentino e alla fine di calciare superando il portiere gialloblu. Dopo la seconda rete avversaria, il Chievo ha alzato bandiera bianca. I due tecnici hanno fatto i loro cambi e da segnalare c'è stato solo l'esordio in Serie A di Grubac per il Chievo. Le ultime due reti sono arrivate da calci d'angolo. Quello del Napoli lo ha battuto Ghoulam ancora sul primo palo, Younes lo ha prolungato, Sorrentino ha smanacciato e Koulibaly si è trovato la palla sul piede sinistro e al volo ha segnato la sua prima doppietta. L'ultimo corner del Chievo lo ha invece battuto Kiyine e Cesar non ha dovuto nemmeno saltare per colpire di testa e per avere la meglio su Ospina. Una rete che ha regalato l'unica gioia al popolo gialloblu che ha comunque continuato a sostenere un gruppo ormai condannato alla retrocessione.

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