Processo al Chievo, richiesta shock al Coni del Crotone: "Stop inizio campionati Serie A e B"

Il Crotone calcio ha formulato la richiesta di sospensione dell'avvio dei campionati di serie A e di serie B, in attesa dell'esito del nuovo procedimento nei confronti del Chievo Verona

Il presidente del Chievo Verona Luca Campedelli, martedì 31 luglio la sua audizione

Sospendere l'avvio dei campionati di calcio di serie A e serie B, aspettando l'esito del nuovo procedimento nei confronti del Chievo Verona sulla vicenda plusvalenze. È questa la richiesta shock avanzata da parte del Crotone calcio nei confronti del Coni, interpellato direttamente con una comunicazione inviata dai due legali della società, gli avvocati Giancarlo Pittelli ed Elio Manica.

Il Crotone non si dà dunque per vinto e spera fino alla fine di ottenere, da un'eventuale penalizzazione del Chievo Verona, la riammissione in Serie A. Il Crotone, secondo quanto si apprende ancora dall'Ansa, avrebbe inoltre chiesto alla Figc la deroga alla clausola compromissoria per fare valere le sue ragioni di fronte alla giustizia amministrativa.

Nel frattempo è già stata fissata per martedì 31 luglio l'audizione del presidente clivense Luca Campedelli con la procura della Figc, in attesa del processo bis sul caso delle presunte "plusvalenze fittizie". Dopo la decisione del Tribunale federale nazionale di dichiarare l'improcedibilità nei riguardi del club della Diga, per un vizio di forma (per l'appunto la mancata audizione di Campedelli che aveva ben due volte chiesto di essere ascoltato), la procura federale ha notificato ad entrambe le parti la chiusura delle indagini.

Ora la stessa procura dovrà eventualmente riformulare il deferimento del Chievo, previa l'audizione del presidente Campedelli, ma i tempi si vanno evidentemente dilatando ed è molto difficile che si giunga ad un verdetto definitivo prima dell'avvio dei campionati. Ecco dunque spiegata la ratio della richiesta del Crotone calcio. Resta però da considerare anche un altro aspetto della vicenda, vale a dire il fatto che dal 25 giugno scorso, giorno del primo deferimento nei riguardi del Chievo, continuano a trascorrere i novanta giorni di tempo oltre i quali, secondo il Codice di Giustizia Sportiva, non è possibile andare prima di giungere a un verdetto. Andando oltre, infatti, interverrebbe una sorta di "prescrizione" («Il termine per la pronuncia della decisione di primo grado è di novanta giorni dalla data di esercizio dell’azione disciplinare», Art, 34 bis CGS)

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