Dalla battaglia in terra sarda, l'Hellas Verona torna a casa con un punto

Al vantaggio di Castro ha replicato nel secondo tempo Faraoni, ma sono numerose le occasioni capitate sui piedi delle due formazioni, che si sono date battaglia nell'arco di tutti e novanta i minuti

Lazovic e Ceppiteli in un contrasto aereo - Foto Ansa

Si è conclusa in parità, con il risultato di 1-1, la sfida tra Cagliari ed Hellas Verona, che si sono affrontate alla Sardegna Arena per la sesta giornata di Serie A. 

Entrambe le formazioni sono partite subito con una buona aggressività, ma i gialloblu hanno dato l'impressione di non voler andare subito all'arrembaggio, un po' come accaduto contro l'Udinese, senza lasciarsi schiacciare dai padroni di casa, che hanno cercato di prendere un mano il gioco, spinti dal proprio pubblico. Ne è nata così una partita equilibrata, con le due formazioni che hanno cercato di ribattere ad ogni squillo dell'avversario. Il Verona ha comunque cercato di portare una certa pressione agli avversari, che quando sono riusciti ad eluderla hanno creato i pericoli maggiori, come l'esterno provato da Simeone al 12' e il diagonale terminato fuori di Joao Pedro al 22'. Con i laterali in difficoltà (soprattutto Lazovic), la formazione di Juric ha sfruttato ancora di più il lavoro di raccordo dei trequartisti e di sponda di Stepinski, per cercare di avvicinarsi alla porta difesa da Olsen, minacciato da un colpo di testa da corner di Dawidowicz al 27'. Il match è stato sbloccato due minuti dopo da un traversone di Castro, che si è infilato sul secondo palo senza che Joao Pedro sia riuscito a deviarlo, ingannando così Silvestri. 
Gli errori compiuti negli ultimi 30 metri, non hanno aiutato la reazione dei gialloblu, che sono riusciti comunque a costruirsi due occasioni clamorose nel finale della prima frazione (con Zaccagni e Veloso) e un buon tiro da fuori (sempre del regista portoghese), mentre gli uomini di Maran hanno portato Rog al tiro da lontano, messo in angolo un bello stile dal numero 1 scaligero. 

Ad inizio ripresa, potendo contare sul vantaggio, il Cagliari ha abbassato un po' il proprio baricentro per cercare di colpire in contropiede, mentre l'Hellas ha alzato i giri del motore, guidato da un Amrabat sempre più anima della squadra. Il match quindi si è fatto più divertente e ricco di occasioni, con gli ospiti che al 51' hanno sciupato un contropiede di Faraoni e sulla ripartenza hanno rischiato di incassare la seconda rete, con Rog che ha colto il palo di testa da posizione decisamente invitante. Forse meno coordinati nel pressing rispetto ad altre occasioni, gli scaligeri hanno comunque spinto per mettere alle corde l'avversario, con Olsen che al 53' ha respinto la volée tentata da Verre su servizio di Lazovic e il traversone di Rrhamani che non è stato colto in area. Gli ospiti però hanno anche rischiato grosso al 62', quando Silvestri ha smacciato il colpo di testa ravvicinato di Simeone, a cui ha risposto il diagonale impreciso del neo entrato Salcedo. La beffa per i padroni di casa è arrivara al 66', quando Pisacane è scivolato in area in fase di disimpegno e Faraoni ne ha approfittato, battendo Olsen con il sinistro. 
Con il risultato in parità l'undici di Maran ha provato a tenere una difesa più alta rischiando però di subire la rimonta, soprattutto al 73', quando Zaccagni in area non ha trovato la sfera in acrobazia e Lazovic (il quale aveva poco prima sciupato una bella azione) che ha sparato alle stelle. Cinque minuti dopo invece è stato ancora Simeone a fallire la rete, calciando fuori quello che sembrava un rigore in movimento. Poi invece ci ha provato ancora Salcedo, prima con un colpo di testa da corner finito di poco a lato (78') e poi con un tiro che ha scatenato un batti e ribatti davanti ad Olsen (85'), che gli scaligeri non sono però riusciti a sfruttare. Il match si è dunque concluso in parità, con le ultime proteste degli scaligeri per la mancata ammonizione di Joao Pedro per una reazione su Rrhamani: non bene l'arbitraggio di Volpi, che spesso ha estratto il cartellino per delle frivolezze e non ha magari sanzionato episodi che lo richiedevano. A volte si fatica proprio a comprendere cosa abbia visto il direttore di gara, ma quanto meno il suo operato non ha influito più di tanto sul risultato finale. 

IL TABELLINO

In un match ricco di errori e di agonismo, l'Hellas Verona è riuscito a portare a casa un buon punto, contro un avversario bene attrezzato che si è giocato le sue carte. Anche oggi però la squadra di Juric è apparsa meno brillante, facendo più fatica a portare un pressing ben coordinato e trovando difficoltà sulle corsie laterali, specialmente su quella sinistra. In difesa invece è stata concessa qualche occasione in più rispetto alla sfide precedenti, che Simeone e soci non sono riusiciti a sfruttare. In attacco infine la vena realizzativa continua a mancare: alla vigilia della partita, Juric in conferenza stampa ha detto che non sarà Pazzini a risolvere i problemi della squadra e che negli ultimi anni in A ha segnato poco. Per quanto visto anche oggi però, il numero 11 (entrato all'88') resta l'elemento del reparto offensivo con il maggiore fiuto del gol. Non sarà certamente lo stesso che segnava a raffica ai tempi della Sampdoria insieme a Cassano, ma forse il suo contributo alla squadra può ancora essere importante con qualche minuto in più sul terreno di gioco. 
Sarà comunque compito del tecnico scegliere la migliore formazione da mandare in campo nella prossima sfida, che si terrà alle 18 del 5 ottobre proprio contro i blucerchiati. 

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