L'Hellas Verona segna e sogna. Stende la Juve e aggancia la zona Europa

Altra partita memorabili dei ragazzi di Juric, che prima mettono in seria difficoltà i Campioni d'Italia e poi rimontano il gol di Ronaldo con Borini e Pazzini, avvicinandosi alle posizioni più nobili della classifica

L'esultanza di Pazzini dopo il gol

L'Hellas Verona non si ferma più. Contro la Juventus allo stadio Bentegodi, nella ventitreesima giornata di Serie A, è arrivata la vittoria per 2-1 per i gialloblu, l'ottavo risultato utile consecutivo che li proietta al sesto posto, in attesa degli altri risultati

Partito ancora una volta senza un vero riferimento in attacco, dunque con il tridente "leggero" Zaccagni-Pessina-Borini, Juric ha mantenuto le premesse della vigilia cercando subito di mettere in difficoltà gli avversari, ma la prima occasione è stata proprio per l'undici di Sarri che al 2' ha portato al tiro Higuain da dentro l'area, chiuso all'ultimo da Gunter. Ma a prendere possesso della partita fin dall'inzio sono stati comunque i gialloblu, mettendo la sfida su ritmi alti e portando una pressione che gli avversari per diverso tempo non sono riusciti ad eludere. La corsa e i tagli degli scaligeri hanno provocato diversi grattacapi ai Campioni d'Italia, che al 10' si sono aggrappati a Szczesny sul tiro cross di Faraoni messo in corner. Mentre dalla bandierina in tre non sono poi riusciti a deviare in porta il tiro rasoterra di Pessina. Lenta nella manovra e con pochi movimenti senza palla, la Juve ha faticato a portarsi dalle parti di Silvestri, visto che spesso i padroni di casa arrivavano primi su seconde palle e respinte, ma al 18' il tiro da fuori di Borini non è riuscito comunque a trovare lo specchio della porta. 
Quando però l'undici di casa ha lasciato spazi, la qualità dei bianconeri si è fatta vedere come al 19', quando Douglas Costa ha accelerato a centrocampo ed è stato lasciato libero di avanzare fino al limite, dove ha lasciato partire un violento sinistro che Silvestri ha sfiorato quanto bastava per mandarlo sulla traversa. La reazione dell'Hellas non si è fatta attendere e al 21' Kumbulla ha trovato l'incornata vincente su punizione di Veloso, ma il VAR ha annullato tutto per un fuorigioco di pochi centimetri del difensore. Lo shock però è sembrato destare la Juventus dal suo torpore, la quale ha piano piano aumentato l'intensità ma concesso qualcosa di troppo nelle ripartenze, come al 30', quando Faraoni però ha messo fuori di prima col destro. 
In difficoltà sugli esterni e nella circolazione di palla, gli ospiti si sono affidati al loro fuoriclasse e al 36' Ronaldo quasi non gela il Bentegodi, rientrando verso il centro e cogliendo il palo con un destro chirurgico. L'Hellas ha continuato a spingere, ma nel finale la Juve è sembrata svegliarsi completamente: CR7 al 41' ci ha riprovato, stavolta da dentro l'area, andando solo vicino al secondo legno, così come il suo avvitamento di testa su esterno di Douglas Costa al 43'. 

Ad inizio ripresa si è rivista la Juve del finale del primo tempo. Con più intensità e ritmo gli uomini di Sarri hanno cercato di fare propria la partita, mentre i gialloblu avevano abbassato il baricentro e chiuso gli spazi. A rischiare per primi però sono stati proprio gli ospiti al 56', con Cuadrado autore di una tanto tempestiva quanto pericolosa chiusura su Zaccagni in area. Con Verre al posto di Veloso al 58', il Verona è tornato a pressare alto con gli avversari però meno impacciati rispetto all'inizio della partita, mentre Sarri ha mandato in campo Dybala per Higuain. La Juve ha riprovato a prendere in mano la partita e al 65' Ronaldo e Douglas Costa hanno dialogato a centrocampo, con il brasiliano che ha lanciato il 7 nella prateria che aveva davanti a sé con Rrahmani alle calcagna: il portoghese però ha fatto valere fisico e classe, e dopo aver coperto la sfera ha disorientato il difensore prima di castigare Silvestri
In tutta risposta Juric ha mandato in campo Pazzini per Zaccagni e proprio il numero 11 ha suonato il primo squillo al 71', ma la sua incornata è stata bloccata agilmente da Szczesny. Con Ramsey al posto di Douglas Costa Sarri ha provato a mettere in cassaforte il risultato, ma al 76 una leggerezza difensiva chiusa in malo modo da Pjanic, ha messo Borini davanti al portiere polacco e questa l'attaccante non ha perdonato. Tornata ad essere più compassata e meno decisa, la Juve ha perso convinzione in avanti favorendo così gli uomini di Juric, che hanno continuato a martellare, fino a quando un intervento scellerato di Bonucci con il braccio, sul colpo di testa finito sulla traversa di Kumbulla, non è stato ravvisato dal VAR: il tocco di mano c'è e Massa ha decreato il rigore. Sul dischetto si è presentato Pazzini, che con sangue freddo non ha sbagliato la rete del vantaggio
Nel finale i bianconeri ci hanno messo la rabbia che fino a quel momento era mancata, ma oramai era già troppo tardi e il Bentegodi ha potuto lanciare il proprio canto di gioia. 

La cronaca e il tabellino

Doveva essere una settimana terribile per l'Hellas Verona, che in pochi giorni ha affrontato Milan, Lazio e Juve, portando a casa invece ben 5 punti. La formazione di Juric continua a stupire tutto per solidità, gioco e intensità: contro i Campioni d'Italia i gialloblu hanno lasciato negli spogliatoi ogni timore, mettendo il match sul piano del ritmo e della corsa, contro una formazione dal tasso tecnico nettamente superiore ma ancora una volta troppo superficiale. 
Domenica prossima l'Hellas è atteso in casa dell'Udinese: ora sognare sembra essere un po' più lecito. 

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