Parco della Spian, il Pd: "Assemblea pubblica"

Il coordinatore del Partito Democratico della terza circoscrizione Benini: "Solo chiacchiere"

Parco della Spian, il Pd: "Assemblea pubblica"
"Dopo quattro anni di assenteismo, durante i quali si sono occupati soltanto dell'affare del nuovo stadio che sarebbe dovuto sorgere proprio alla Spianà, sindaco e vicesindaco all'improvviso si ricordano che esiste anche la terza circoscrizione e pensano di poter risolvere come d'incanto tutti i problemi scaricando le colpe sulla passata amministrazione, facendo rimuovere un'automobile abbandonata e proponendo la solita colata di cemento e asfalto, esattamente come stanno facendo al parco dell'Adige Nord". Questo l'attacco di Federico Benini, coordinatore del Partito Democratico della terza circoscrizione.  

"Troppo comodo. Piscine e campi da tennis non sono aree verdi, ma attrazioni che richiederebbero nuovi parcheggi e dunque nuovo asfalto. E che cosa intendono per "servizi connessi a strutture"? - continua nella nota Benini - Saranno i soliti centri commerciali? Altre torri? Giacino dovrebbe poi sapere che le proprietà del Parco non sono le stesse del 1975 tanto che solo il 20% dei terreni è rimasto di proprietà comunale. Come intende dunque concretizzare le sue proposte avendo a disposizione, secondo i nostri calcoli, solo 70mila metri quadri? La risposta è semplice: non c'è nessuna proposta concreta, solo la solita politica degli annunci che lascia irrisolti i problemi. Infatti i due ben si guardano dal promettere la doverosa pulizia delle aree che potrebbe togliere dal degrado il parco, ad oggi ancora meta di prostituzione e attività illecite con buona pace dell'assessore alla Sicurezza. Del resto questa amministrazione non sa che farsene del verde come hanno ben dimostrato le vicende del disboscamento radicale e della pista ciclabile al Parco Sud e quella delle ex caserme a Borgo Trento, sottratte alla popolazione per farne posti auto a servizio dell'ospedale. Ma la Spianà, ci auguriamo, non farà la stessa fine. Lanciamo dunque una sfida a questa amministrazione: chiediamo un’assemblea pubblica istituzionale per sapere dai residenti come vorrebbero il loro parco. Noi abbiamo già fatto delle proposte: orti per anziani e fattoria didattica come soluzione immediatamente realizzabile in grado di coinvolgere le fasce sociali meno tutelate".

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