Maestre e alunni alla Festa del Popolo veneto

Con l'evento di Bussolengo si chiude la rassegna regionale "In lingua veneta"

Maestre e alunni alla Festa del Popolo veneto
Prende il via a Bussolengo, giovedì 25 marzo, la "Festa del popolo veneto: insegnanti ed alunni riscoprono le radici comuni". In contemporanea in teatri, ville storiche e spazi pubblici delle province, la manifestazione è adeguata conclusione del progetto regionale “In lingua veneta” che diffonde la cultura del territorio tra i più giovani e dedicata alle scuole primarie. A Verona la festa si svolgerà presso il comune di Bussolengo al teatro parrocchiale e coinvolgerà 170 studenti delle scuole primarie “Beni Montresor”, “L. Calabresi” e “Citella”.

Il progetto è dedicato alla promozione e alla valorizzazione di un’identità storica, linguistica, culturale e paesaggistica tipicamente veneta, nella quale le tradizioni delle diverse aree dialettali si uniscono all’insegna delle radici comuni ed ha come filo conduttore la rievocazione della storia del Veneto, da rivitalizzare in prospettiva futura trasmettendola alle nuove generazioni. Insegnanti e alunni diventano così i protagonisti di una ricca mattinata di feste, animate con giochi di squadra, musica e canto, laboratori e momenti di aggregazione e condivisione.

“Sono lieto di accompagnare l’evento conclusivo di un percorso che ha visto coinvolti insegnanti e studenti delle scuole primarie del territorio nella riscoperta del patrimonio linguistico e culturale della nostra regione - spiega il vicepresidente della Regione del Veneto, Franco Manzato -. La lingua veneta, infatti, è un tesoro da custodire e trasmettere alle nuove generazioni poiché è parte integrante di quel bagaglio umano e culturale identitario nel quale ognuno si riconosce e che ogni cittadino contribuisce a costruire. La Festa del Popolo Veneto vuole quindi essere un momento aggregante e giocoso che faccia avvicinare le nuove generazioni non solo al patrimonio tradizionale e culturale ma anche a quello paesaggistico del territorio in cui vivono. Auspico quindi che non solo i bambini ma anche i genitori e le famiglie possano conoscere e riscoprire le proprie radici e la propria storia attraverso momenti di gioco e condivisione”.

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