Agsm, 120 anni di storia. Ecco le tappe fondamentali

Era l'agosto del 1898 quando nasceva l'azienda elettrica comunale di Verona che poi si è fusa con quella del gas e con le altre per diventare quella che oggi è una delle migliori multiutility d'Italia

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È un cammino lungo più di un secolo che ha attraversato due conflitti mondiali, la ricostruzione e il boom economico e che ora si affaccia alla sfida del cambiamento climatico e del pieno utilizzo di nuove fonti rinnovabili di energia. Agsm ha compiuto 120 anni e queste sono le tappe fondamentali della sua lunga storia.

Agosto 1898: nasce l'azienda elettrica comunale, è la prima pubblica avviata in Italia dopo la rottura del monopolio privato. Il Comune scaligero anticipa quelle che saranno le linee guida di un'altra importante legge per il settore: quella del 1903 sui principi della municipalizzazione. Verona è fra le prime città italiane a dotarsi di una società elettrica: prima di lei Milano, con però un azionista privato, Edison, ad avviare la sua prima centrale. Torino, dove cresce la componente industriale, varerà la propria centrale pubblica soltanto nel 1905.

1923: nasce la prima centrale idroelettrica, la diga del Chievo. Un progetto che risale alla fine dell'Ottocento, riprendendo gli studi di Scipione Maffei nel Settecento, ma che era rimasto bloccato per carenza di fondi. I lavori possono partire non appena si riesce a varare la prima partecipazione congiunta in Italia fra capitale pubblico e capitale privato. La diga al Chievo, il canale Camuzzoni, la centrale di Tombetta saranno i motori della prima grande industrializzazione della città.

24 ottobre 1931: l'azienda elettrica viene potenziata fondendola con l'azienda acquedotto e fabbrica del ghiaccio, con l'azienda gas e con l'azienda tramviaria. Vengono costruiti i primi grandi gasometri e gli impianti di distillazione del carbone. I bombardamenti del 1944 distruggono buona parte degli impianti e della rete distributiva, ma già a dicembre 1947 Agsm e la distribuzione di energia sono pienamente operative.

1956: costruzione della diga Speccheri di Raossi di Vallarsa (Rovereto, TN) a 800 metri sul livello del mare, la più alta d'Italia, con una diga in cemento a doppia curvatura alta 156 metri ed una capacità dell'invaso di 10 milioni di metri cubi d'acqua. A quell'impianto si aggiungono quelli di Valbona e San Colombano.

Nel 1966 è la volta della centrale termoelettrica di Ponti sul Mincio che conosce diversi aggiornamenti negli anni, ma che è stata fondamentale per garantire energia al cuore economico della pianura padana grazie ad una produzione annuale potenziale superiore a 1,2 miliardi di Kwh.

1974: debutta la cogenerazione, il «tele-riscaldamento» ovvero la capacità di distribuire acqua calda utilizzando il calore recuperato nel raffreddamento delle centrali elettriche e degli impianti industriali. La rete di distribuzione è lunga 240 chilometri, serve 1.400 edifici allacciati per 12 milioni di metri cubi di planimetria riscaldata. Verona è la quarta città in Italia nel tele-riscaldamento con sei centrali in città.

1983: la cultura nel trattamento delle acque si fa più sofisticata e rispettosa dell’ambiente: nasce il depuratore Città di Verona che subito si pone ai vertici nazionali per la qualità delle sue lavorazioni: oltre 100 milioni di litri reflui vengono ripuliti ogni giorno con una produzione quotidiana di diverse decine di tonnellate di fanghi che vengono trattati, restituendo così al corso dell'Adige acque nuovamente pure grazie anche ad oltre mille chilometri di rete fognaria oggi esistenti a Verona.

1984: il fotovoltaico. Già nei primi Anni Settanta, Agsm inizia a studiare l’energia solare organizzando la prima rassegna in Italia dedicata alle allora nascenti tecnologie. Nel 1984, Agsm, prima in Italia nel farsi cofinanziare il progetto dall'Unione Europea, avvia una centrale di produzione da fotovoltaico sulla montagna veronese: la Centrale Zambelli a Cerro Veronese. Seguiranno altri impianti in alta montagna e diversi altri di maggiori dimensioni e potenza: lo stadio Bentegodi di Verona, primo in Italia utilizzato a questo scopo; capannoni industriali e scuole veronesi; un’ex base militare.

2000: Agsm diventa società per azioni.

Nel 2006 in provincia di Pisa nasce il primo parco eolico di Agsm, cui faranno seguito un impianto sull'Appennino romagnolo; altri due impianti in Toscana e due parchi in provincia di Verona: in totale ben 56 aerogeneratori attivi per 66 MW prodotti ogni anno. Oggi la percentuale di produzione di energia da fonti rinnovabili è del 40%, più alta della media nazionale (35%) e sopra agli obiettivi fissati dall'Unione Europea (30%) entro il 2030.

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