Uomini e donne che hanno lasciato un segno a Verona: Giuseppe Barbieri

Il nome di questo architetto veronese non è altisonante al pari di altri, ma Barbieri ha saputo essere degno interprete dell'arte del suo tempo e dello spirito della sua città

Il suo nome non è altisonante, ma la sua arte ha espresso la dignità e la compostezza di tutta la città. Lo spirito di Verona si intravede anche nelle opere realizzate da Giuseppe Barbieri, architetto ed ingegnere municipale veronese.

Nato nel 1777, diventa architetto nel 1800 come allievo di Luigi Trezza. Altro maestro per lui fu Bartolomeo Giulari con il quale collaborò. S'inserisce a pieno titolo nel gusto neoclassico, che ormai si era affermato in tutta Europa, e non può che subire l'influenza che le opere del Palladio hanno avuto non solo in Veneto.

Il suo primo grande progetto fu nel 1808 il completamento del Palazzo della Gran Guardia, che avverrà nel 1821. Di fianco sorgerà poi il palazzo che prenderà il suo nome, e che lui realizzò come Gran Guardia Nuova nel 1848. Colonne enormi, palladiane, di un'eleganza sobria, senza guizzi creativi ma non per questo di scarso valore. L'unico appunto che si può fare alla Gran Guardia Nuova, poi Palazzo Barbieri, è la poca armonia con gli elementi circostanti. Ciò però non rende l'edificio e il suo creatore in secondo piano.

L'altra opera di rilievo che Verona deve a Giuseppe Barbieri è il cimitero monumentale costruito nel 1829, a seguito delle leggi napoleoniche, un perfetto esempio del gusto del tempo che Barbieri sapeva riprodurre fedelmente.

Da buon ingegnere municipale lavorò soprattutto in città, sistemando vie e piazze di Verona, ma anche gli edifici civili e religiosi. Operò anche al di fuore del Comune, ma non troppo distante. In particolare a Poiano, Avesa e Caldiero realizzò o sistemò le chiese parrocchiali.

Morì nel 1838, segnando un epoca. Si può infatti dire che esiste una Verona prima e dopo Giuseppe Barbieri.

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